cosa vedere a marano

Marano è un comune italiano e campano, situato nel napoletano, sulla collina dei Camaldoli e fa parte del territorio chiamato agro giuglianese. Esso conta 57.842 abitanti.

Il comune è situato nella zona nord-ovest di Napoli. In questo articolo scopriremo assieme cosa vedere a Marano e nelle sue immediate vicinanze.

Il toponimo deriva probabilmente dal tardo latino Marianum, dal nome Marius, ossia soggetto al quale è stata assegnata una proprietà fondiaria, il praedium Marianum. Il territorio è stato abitato sin dall’età neolitica.

In epoca romana, il territorio ha avuto uno sviluppo sotto il punto di vista economico, ludico e religioso. Tra i resti del periodo romano troviamo il Mausoleo del Ciaurro e altre 5 statue conservate al MANN.

Marano entrò, poi, a far parte del Regno di Sicilia e del Regno di Napoli.  Troviamo dei monumenti anche attribuiti a Federico II e Carlo I d’Angiò.

Dal 1704 Marano passò nelle mani dei Caracciolo. Nel 1806 fu abolito il feudo in favore dell’amministrazione comunale maranese. Dal 1959 ottenne l’indipendenza formando un comune autonomo.

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Castello di Monteleone e Castello di Scilla

Tappa importante in una visita a Marano di Napoli sono sicuramente il Castello di Monteleone e il Castello di Scilla

Il Castello di Monteleone sorge su una collina nel comune di Marano. Esso affaccia da un lato sulla conca di Quarto e dall’altro sulla pianura di Giugliano e Qualiano. Esso è conosciuto anche come “Belvedere”.

Mentre il Castello Scilla è situato in Via Marano Pianura. Secondo alcuni studiosi l’edificazione dei Castelli risale al 1227, durante la dominazione di Federico II, utilizzata come zona di caccia. Successivamente fu in parte distrutto dalla popolazione durante una rivolta.

Secondo altre teorie i Castelli furono costruiti durante il regno angioino sotto Carlo D’angiò nel 1275, anche stavolta utilizzato come territorio di caccia, cosa che costrinse la popolazione al trasferimento, avvenimento che a sua volta scatenò una nuova rivolta, la quale fu soppressa e i rivoltosi furono imprigionati e condannati a morte.

Nel XVI secolo Castel Monteleone fu acquisito da Pignatelli, appartenente alla famiglia Monteleone, da cui viene il nome della struttura. Mentre i Della Marra, che precedentemente amministravano entrambi i castelli, tennero solo il Castello di Scilla fino al 1696, dopodichè passò nelle mani di Ruffo di Calabria I. Esso fu tenuto nelle mani dei Ruffo fino al XIX secolo.

Il Castello Belvedere presenta una pianta rettangolare e ha 6 torri lungo il perimetro. L’ingresso al castello è effettuabile attraverso un arco, il quale conduce nel cortile. Ai lati ci sono le stanze per la servitù, le stalle e una scala che conduce ai piani superiori. Sono presenti 12 stanze.

Inoltre, la struttura è dotata di una scala sotterranea, che permetteva di sfuggire agli attacchi. Fino al 2016 è stata abitata, poi sono iniziati dei lavori di ristrutturazione.

Il Castello Scilla oggi assomiglia ad un palazzo baronale, ma all’epoca doveva avere la stessa struttura del Castello di Monteleone. Esso era circondato da un fossato, che fu poi riempito nel 1878.

Oggi la struttura è adibita ad uso abitativo Gli spazi comuni si dividono in due parti: una che immette ai piani superiori e l’altra un tempo addetta alle dipendenze interne.

Chiesa di San Castrese

Per quanto riguarda l’osservazione di architetture di stampo religioso abbiamo la Chiesa di San Castrese è situata a Marano di Napoli ed è custode del culto dell’omonimo patrono di Marano.

San Castrese è un martire cristiano proveniente dal Nord Africa il quale attraversò il Mediterraneo e arrivò nell’area dell’antica Suessa per sfuggire alle persecuzioni del re dei Vandali. Castrese cominciò la sua opera di evangelizzazione in Campania, soprattutto nella zona di Volturnum. Ancora oggi il culto è praticato a Castelvolturno, con una continuità di 1500 anni.

Molto probabilmente Castrese divenne patrono del comune di Marano perchè fu qui che instaurò la prima comunità cristiana. Dopo la morte di Castrese i fedeli chiesero un vero e proprio pezzo del Santo, che fu incastonato nella statua ancora esistente.

La chiesa fu eretta intorno al 1600 e si struttura in 3 navate e una fonte battesimale a pianta ottagonale.

Chiesa dell’Annunziata

Altra tappa religiosa è la chiesa dell’Annunziata. L’edificazione dell’edificio risale ad un periodo compreso tra il 1550 e il 1666. Dopo il terremoto del 1638 molte persone che abitavano a Marano, si trasferirono nelle campagne, attorno ad una piccola cappella.

Successivamente furono intrapresi lavori di espansione nel 1854. La chiesa precedentemente presentava una sola navata, nel 1909 ci fu il completamento della navata sinistra e la chiesa fu dotata di altari di marmo, la balaustra di marmo e un organo in occasione della festa del Carmine.

L’edificio ha subito sia l’influsso degli artigiani locali che delle diverse culture.

Mausoleo del Ciaurro

Il Mausoleo del Ciaurro è situato in Via Guglielmo Pepe ed è stato definito il mausoleo più importante della Campania. Alcuni sostengono che il nome derivi dall’arabo Tadji Aurr, ossia “Luogo degli infedeli”.

Per quanto riguarda la struttura del mausoleo, il laterizio in tufo a due colori crea un vero e proprio effetto pittorico. Il Museo si erge su un basamento a pianta quadrata e la cupola, quasi distrutta, si poggia su un tamburo a pianta circolare. La tecnica in cui è realizzata la cupola è risalente al II secolo, la stessa con cui sono state realizzate il Tempio di Apollo e le Terme di Baia.

Torre Caracciolo

Torre Caracciolo è una struttura ubicata nell’omonima frazione a Marano. Essa fu edificata nel XV secolo per volontà di Ferrante I d’Aragona. La struttura è realizzata in tufo giallo proveniente dai Campi Flegrei. 

Torre Caracciolo fu costruita per svolgere la funzione di dimora-fortezza, anche se non fu mai utilizzata per eventi bellici. Dopo la fine del dominio degli Aragona, Torre Caracciolo diventò proprietà di varie famiglie in successione fino a passare nelle mani della famiglia Capace Piscitelli che mise in atto alcuni rimaneggiamenti, senza però intaccare la struttura originaria. 

Nell’ultimo periodo bellico in Italia, la struttura fu utilizzata dalle truppe tedesche per avvistare un eventuale sbarco degli Alleati.

Conclusioni

Per raggiungere Marano è possibile utilizzare l’auto e prendere l’asse mediano da cui dista 8 km, oppure la tangenziale di Napoli da cui dista una decina di km.

Partendo da Napoli Centrale è possibile prendere l’autobus 460A oppure il 204 e poi fare cambio con il 165.

Marano è una zona ricca di architetture e reperti, aperti all’osservazione turistica, che possono essere una grande occasione per osservare i segni di tutte le dominazioni a cui il comune è stato sottoposto.

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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