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Il consumo di carne di cavallo

Nonostante il consumo di carne di cavallo sia in diminuzione, l'Italia rimane uno dei paesi al mondo con il maggior consumo pro-capite¹.
Oltre 32.000 cavalli sono stati importati nel 2013, principalmente dalla Polonia, per questo Essere Animali ha documentato la tratta di questi animali sino alla Puglia, dove per tradizione il consumo di carne equina è più radicato².

Nelle regioni del sud Italia la carne fresca è acquistata dai consumatori, spesso ignari dei lunghi viaggi cui sono costretti gli animali, direttamente nelle macellerie; mentre al nord i consumi sono orientati anche verso i prodotti pronti. Aziende con stabilimenti in altri paesi, come Argentina e la stessa Polonia, acquistano e macellano direttamente gli animali all'estero, esportando la carne già lavorata e confezionata.

NON SOLO IMPORTAZIONI
Oltre 20.000 cavalli di provenienza nazionale, secondo le fonti da noi consultate, vengono macellati per la produzione di carne.

Questi animali provengono da due principali circuiti:

  • Allevamenti specifici per questo scopo, limitati nel numero perché in Italia³ economicamente svantaggiosi, principalmente per le alte spese destinate all'alimentazione degli animali, caratterizzati da un'elevata velocità di crescita e da un notevole sviluppo delle masse muscolare e per questo selezionati per la carne. In questo tipo di allevamento gli animali non subiscono spostamenti o frequenti passaggi di proprietà, può accadere che vengano trasportati in altre aziende per l'ingrassamento e il finissaggio prima della macellazione che avviene generalmente a 1 anno di vita.
  • Allevamento con fini 'sportivi' agonistici o di turismo equestre, in cui molti cavalli sono classificati comunque come destinatati alla produzione alimentare e dopo essere stati utilizzati nelle competizioni o in altre attività, finiscono per essere uccisi nei macelli. In questa tipologia di allevamento sono molto frequenti passaggi di proprietà e cambi di detenzione, dovuti allo spostamento dei cavalli da una scuderia all’altra.

La Legge n.200 del 1 agosto 2003, successivamente regolamentata dai D.M. 5 maggio 2006 e 9 ottobre 2007 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, prevede che tutti i cavalli debbano essere identificati, muniti di microchip e passaporto in cui il proprietario deve provvedere a dichiarare la destinazione finale del proprio animale:

D.P.A. - Destinato alla Produzione di Alimenti per consumo umano, il cavallo non potrà utilizzare molti farmaci in commercio7 per la specie equina visto il potenziale utilizzo delle carni. Un equino DPA è definito “Impresa Alimentare” e può diventare “non DPA”, ovvero la destinazione può essere cambiata volontariamente dal proprietario o imposta dalle autorità sanitarie se decadono i requisiti affinché l’animale possa essere considerato macellabile.

NON D.P.A. - Non Destinato alla Produzione di Alimenti per consumo umano, il cavallo è escluso a vita e in modo irreversibile dalla possibilità di essere macellato. La scelta è vincolante anche per i proprietari successivi e può essere utilizzata una gamma di farmaci e terapie molto più vasta (es. antinfiammatori dannosi per l’uomo come il fenilbutazone). Fanno parte di questa categoria molti cavalli sportivi.
Purtroppo anche cavalli NON D.P.A. possono essere inseriti in maniera fraudolenta nella filiera alimentare quando non più 'utili'. Gli operatori del settore da noi intervistati hanno confermato questo rischio, che avverrebbe tramite la falsificazione dei documenti o l'uccisione in impianti clandestini, con conseguenze in questo caso anche per la salute di chi ne consuma le carni.

In aggiunta a ciò vanno segnalate le problematiche attinenti all'anagrafe equina, che non ha una gestione unica ed uniforme sul territorio nazionale, con la conseguenza che è impossibile sapere con certezza quanti sono i cavalli presenti in Italia.

Se anche tu vuoi contribuire a porre fine a questi viaggi senza ritorno e all'abbattimento dei cavalli per il consumo di carne:
FIRMA PER SALVARE I CAVALLI DALLA MACELLAZIONE

NOTE

(1) Fonte 2013: http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/il-gastronauta/2013-03-01/carne-cavallo-italia-maggior-201057.php Il consumo pro capite di carne di cavallo nel 2012 è stato stimato in 1,3 kg. Fonte 2012: http://www.fiesa.it/notizie/parte-a-verona-eurocarne-2012-fiesa-assomacellai_544.html
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(2) La diffusione della carne di cavallo nel mondo è a macchia di lepoardo, limitata alle aree con tradizione ippofaga. Nell'U.E, Italia, Francia e Belgio sono i principali consumatori. Nei paesi di lingua anglosassone come Inghilterra e Stati Uniti (dove a livello federale venne introdotto nel 2006 un divieto di macellazione degli equini abrogato però nel 2011) e negli stati che hanno subito la dominazione inglese (India, Australia,...) il suo consumo rappresenta invece un vero e proprio tabù culturale. Da sottolineare il fatto che anche in paesi dove non è diffuso mangiare carne di cavallo, può accadere che migliaia di animali vengano comunque macellati a scopo di esportazione.
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(3) Puglia, Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise le regioni con il maggior numero di allevamenti
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(4) come i cavalli comunemente chiamati di 'razza Tiro Pesante Rapido', 'Avellinese' o 'Murgese', anch'essi utilizzati per la produzione della carne
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(5) per finissaggio si intende l'ultima fase di alimentazione dell'animale, quando poche settimane prima di essere macellato viene nutrito con razioni maggiori
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(6) Anche i cavalli importati dalla Polonia sono soggetti a questi obblighi, solo per gli animali al di sotto dell'anno di età e trasportati dall'azienda di nascita all'impianto di macellazione è prevista in alternativa una fascetta identificativa fissata al pastorale sinistro del cavallo. Il microchip viene estratto dagli animali dopo l'abbattimento.
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(7) E' vietato l'utilizzo di farmaci oggetto del DPR 336/99
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(8) La Banca Dati degli Equidi (BDE), affidata al Ministero dell’Agricoltura e da questi demandata all’Associazione Italiana Allevatori (AIA) in gestione provvisoria, che contiene tra l'altro i dati relativi agli identificativi degli animali e ai loro proprietari.
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La Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe zootecnica (BDN), gestita dal Ministero della Salute e da questo demandata al CSN dell’IZS Abruzzo e Molise di Teramo per quanto riguarda gli equidi, contiene i dati relativi alle aziende, quelli relativi alle macellazioni e consente di visualizzare i dati desunti automaticamente dalla BDE. A seguito dell’emanazione dell’Ordinanza 1 Marzo 2013 del Ministero della Salute la BDN deve essere integrata con i dati forniti dalle ASL inerenti gli equidi identificati dai Servizi Veterinari. In tal modo con la BDN si dovrebbe costituire una vera e propria banca dati sanitaria degli equidi.
A questi link è possibile consultare i dati censiti fino ad ora:

BDE: www.anagrafeequidi.it
BDN: http://statistiche.izs.it