Cosa vedere a Vicenza

Vicenza, comune italiano situato in Veneto, conta  109 239 abitanti. In questa guida scopriremo nel dettaglio cosa vedere a Vicenza e nelle sue immediate vicinanze.

Tra le più affascinanti città della regione, vi richiederà molto tempo per visitare le numerose belle presenti non solo nel centro storico, ma anche nei dintorni.

I primi agglomerati dell’antica Vicetia risalgono all’epoca preromana e si ipotizza fossero situati alla confluenza dei fiumi Retrone e Bacchiglione.

Vicenza, grazie alle meravigliose ville palladiane, è oggi patrimonio dell’umanità UNESCO.

Non si può infatti pensare a questa città senza ricordare il grande architetto neoclassico Andrea Palladio il quale, nato a Padova nel 1508, studiò e visse per lungo tempo proprio a Vicenza.

Le ville e i palazzi da lui progettati, ricchi di eleganza e semplicità, prendono ispirazione dall’architettura greca e romana.

Scopriamo insieme cosa visitare in questa meravigliosa città d’arte.

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Piazza dei Signori

Appena giunti a Vicenza è doveroso passare per Piazza dei Signori per iniziare fin da subito ad ammirare la grazia degli edifici del Palladio.

In questa piazza si trova la Basilica Palladiana, considerato non solo l’edificio più importante della città, ma di tutto il rinascimento veneto.

L’edificio venne progettato da Andrea Palladio nel 1549 e la costruzione terminò intorno al 1617.

Interamente realizzata in pietra bianca dell’altopiano di Asiago, l’edificio, ricco di grazia e caratterizzato da un doppio ordine di logge dal gusto prettamente neoclassico, che lasciò senza parole anche J. W. Goethe che, nel suo “Viaggio in Italia” scrisse “Non è possibile descrivere l’impressione che fa la Basilica del Palladio”.

Che poi proprio basilica non è. Si trattava in realtà di un edificio destinato ad accogliere la magistratura pubblica, ma l’architetto scelse la designazione di “basilica” per richiamare ancora più alla mente gli antichi edifici romani a cui si ispirava.

Per chi volesse godere del paesaggio della città, è possibile accedere alla Basilica e salire sul terrazzo, dove è stato allestito un bar. Ordinare qualcosa da bere e sedersi ad ammirare la piazza è un’esperienza a cui non si può rinunciare.

Rimanendo in Piazza dei Signori è possibile ammirare la Torre Civica, nota anche come Torre Bissara, che con i suoi 82 metri svetta a lato della Basilica.

Tra gli altri edifici degni di nota che si affacciano sulla piazza ricordiamo la Chiesa di San Vincenzo e il Palazzo del Monte di Pietà.

Due alte colonne sormontate rispettivamente dalla statua del Redentore, simbolo del potere spirituale, e da quella di un leone alato, simbolo del potere temporale, conducono verso piazza delle Biade.

Palazzo Chiericati

Spostandoci in piazza Matteotti possiamo ammirare un altro edificio progettato dal Palladio, il Palazzo Chiericati.

Il progetto, voluto da Girolamo Chiericati, risale al 1550, ma la costruzione dell’edificio terminò solo nel XVII secolo.

L’edificio è caratterizzato da un aspetto solido e regolare, alleggerito nella facciata da un colonnato disposto su due piani.

L’interno è ricco di meravigliosi affreschi cinquecenteschi. Al piano terra possiamo ammirare la “Sala di Ercole” e la “Sala del Firmamento”, decorate da Domenico Brusasorzi e “La Sala del Concilio degli Dei” dello Zelotti.

Il primo piano ospita invece “La Sala delle Virtù Civili”, decorata ancora una volta dal Brusasorzi, e “La Sala della Colonna Traiana” con affreschi di Battista del Moro.

Tra i dipinti risalenti al Seicento troviamo tele di Bartolomeno Cittadella e Cristoforo Menarola.

Acquisito dal Comune nel 1839, il palazzo ospita nelle sue stanze il Museo Civico di Vicenza, il quale venne inaugurato nel 1855.

La collezione del Museo è incentrata principalmente sulle opere pittoriche di artisti veneti di epoca compresa tra il XIV e il XX secolo, tra cui il Veneziano, il Tintoretto e il Veronese. Tra i nomi meno noti possiamo ricordare Giovanni Bonconsiglio e Cima da Conegliano.

Teatro Olimpico

Ancora un volta ci troviamo a parlare di Andrea Palladio. È un nome che vedrete ricorrere spesso in questo articolo.

Anche il Teatro Olimpico è nato dal suo indiscusso genio, ma la costruzione terminò dopo la sua morte, avvenuta nel 1580, poco tempo prima del termine dei lavori.

Ritenuto uno dei più bei teatri della nostra penisola, possiede anche un altro primato, ossia quello di essere in assoluto il più vecchio teatro in muratura di tipo coperto, appartenente all’epoca moderna.

Nonostante l’età, viene ancora oggi utilizzato per ospitare concerti e festival, tra cui il Festival Jazz di Vicenza.

L’edificio dalle forme classiche è realizzato in stucco e legno. La gradinata di forma ellittica e la scenografica costituita da due ordini di colonne non può non richiamare alla mente gli antichi teatri romani.

A completare la scenografia, un famoso trompe l’oeil raffigurante uno scorcio in prospettiva della città di Tebe e numerose statue.

Corso Palladio e il centro storico

Percorrendo le vie del centro storico, è possibile ammirare un’infinità di facciate ricche di stile e gusto, in grado di far respirare quella che doveva essere la vita dei nobili della città nei secoli passati.

Certo in una città che gli deve così tanto non poteva mancare una via dedicata al grande architetto neoclassico: procedendo da piazza Matteotti, dove si trova Palazzo Chiericati, a Piazza Castello, si percorre Corso Palladio, una delle vie più ricche di edifici interessanti.

Girando in Contrà Porti si giunge a Palazzo Thiene, progettato in prima battuta da Giulio Romano, ma rielaborato dal Palladio nel 1542. Palazzo in stile gotico, oggi ospita esposizioni e varie attività culturali.

Poco lontano da questo si trova Palazzo Barbarano, conosciuto anche come Barbaran da Porto, ancora una volta opera palladiana, nonché sede del Centro Studi architettura Andrea Palladio e del Museo Palladio.

Rimanendo nel centro storico si possono ammirare la chiesa di Santa Corona, tra le più importanti della città. Risalente al XIII secolo, ma arricchita, nel corso dei secoli, da numerose opere e affreschi dal grande valore estetico, oggi ospita il Museo Nazionale Archeologico di Vicenza.

Tra le opere presenti nella chiesa ricordiamo la tela “Giovanni da Schio” attribuita a Giovanni Bellini. E “L’adorazione dei Magi” di Paolo Veronese, opere di grande qualità e valore artistico.

Villa Valmarana “ai Nani”

Uscendo da Vicenza, è possibile ammirare un edificio la cui importanza è data soprattutto dalle mirabili decorazioni interne.

Si tratta di Villa Valmarana “ai Nani”, eretta ai piedi del colle San Bastian tra il 1670, quando venne costruito l’edificio residenziale, e il 1736, anno in cui vennero aggiunte le scuderie.

L’edificio venne commissionato da Giovanni Maria Bertolo e solo nel 1720 passo alla famiglia Valmarana.

Le decorazioni interne, la parte più pregevole dell’intero edificio, vennero commissionate da Giustino Valmarana a Giambattista e Giandomenico Tiepolo, padre e figlio.

Le opere sono caratterizzate da stupefacenti sfondamenti prospettici, molto in voga a quell’epoca, che rendono l’ambiente ampio e vitale.

Nel corpo centrale i due artisti raffigurarono scene mitologiche talvolta tratte da note opere letterario come “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso e l’”Iliade” di Omero.

Tra le opere più celebri “Il sacrificio di Ifigenia”.

A differenza della villa, la foresteria ospita scene quotidiane di stampo più moderno in cui anche i più piccoli particolari, come un paio di ciabatte abbandonate davanti a una porta, vengono trattate con un gusto estremamente fine e realistico.

La Rotonda e altre ville palladiane

Poco distante dalla villa “ai Nani” si trova uno degli edifici più famosi di Andrea Palladio: villa Capra, nota come la Rotonda.

L’edificio neoclassico a pianta quadrata, sormontato da un’ampia cupola circolare, è ispirato al Pantheon romano. Ai quattro fronti si trovano dei pronai rettangolari a cinque colonne.

L’interno è caratterizzato da un pavimento a mosaico sul quale, per ovvie ragioni, non è oggi consentito camminare. Per ammirarlo è necessario passare sul balconcino interno che permette di percorrere tutto il perimetro dell’edificio.

Progettato dal Palladio nel 1566, venne completato da Vincenzo Scamozzi nel 1605, diversi anni dopo la morte dell’architetto.

Rimanendo nei dintorni della città, è possibile ammirare numerose altre bellezze palladiane, tra cui Villa Gazzotti Grimani e Villa Trissino.

L’Arco delle Scalette

Fuori dal centro storico, in piazzale Fraccon, è possibile ammirare l’Arco delle Scalette, commissionato da Giacomo Bragadin, capitano veneto.

Anche il progetto di questo monumento, realizzato nel 1595, viene attribuito ad Andrea Palladio.

La funzione dell’arco era quella di indicare ai pellegrini l’inizio della salita che conduceva in cima al Monte Berico, dove si trova il Santuario della Madonna.

Il nome “Scalette” si riferisce proprio alla scala, costituita da 192 gradini, che conduce al santuario.

All’interno di due nicchie si trovano le statue dell’”Annunciazione” di Orazio Marinali.

Il Santuario Monte Berico

Attraversato l’arco e salendo per la scalinata si giunge dunque al Santuario della Madonna di Monte Berico.

Secondo la tradizione, il Santuario venne costruito nel punto in cui, nel 1426, la Vergine apparve a Vincenza Pasini, una contadina del luogo.

Nato dalla fusione di due chiese, una gotica del Quattrocento e una in stile barocco del Seicento, mostra un esterno molto elaborato in cui sono visibili sculture di santi realizzate da Francesco Cabianca, Orazio Marinali e Giacomo Cassetti.

L’interno ospita importanti opere d’arte tra cui una pala d’altare di Bartolomeo Montagna raffigurante la Pietà e la tela raffigurante “La cena di San Gregorio Magno” del Veronese, conservata nel refettorio.

Interessante anche la statua della Madonna che decora l’altare, sul cui capo è deposta una corona d’oro decorata con pietre preziose.

Dal monte è anche possibile godere di un meraviglioso paesaggio aperto sulla città di Vicenza, circondata dal monte Grappa, dal Montello e dall’altopiano di Asiago.

Giardini Salvi

Dopo tanta cultura, un po’ di riposo ci vuole! Per trovare refrigerio tra gli alberi senza uscire da Vicenza è possibile recarsi ai Giardini Salvi, situati in zona centrale.

Camminando nel parco è possibile imbattersi in un piccolo tempietto cinquecentesco che, in base allo stile, potrebbe essere stato progettato dal Palladio o da un suo allievo. Si tratta della Loggia Valmarana, affacciata sulle acque della Seriola

Commissionata da Leonardo Valmarana, venne realizzata nel 1592.

Ponte San Michele

Tra i ponti più belli del Veneto, Ponte San Michele venne realizzato tra il 1621 e il 1623 da Tomaso e Francesco Contini.

Si tratta di un ponte a uso esclusivamente pedonale che passa nel punto in cui le acque del Bacchiglione incontrano quelle del Retrone e che richiama alla mente i ponti veneziani.

Al di là del ponte si giunge al quartiere delle barche, porto fluviale in cui in passato approdavano le imbarcazioni che, da Venezia, trasportavano erbe e spezie.

 La tradizione vuole che i fidanzati si dichiarino amore proprio in cima a questo romantico ponte.

Il Buso della Rana

Vicenza è una meta perfetta anche per chi ha spirito di avventura e desidera fare un escursione nelle profondità della montagna.

Poco distante dalla città, nel comune di Monte di Malo, si trova l’ingresso del Buso della Rana, la grotta più grande di tutto il Veneto.

Si scende per circa 350 metri al di sotto dell’Altopiano del Faedo Casaron. Vicino all’ingresso sono presenti calcari nummulitici dai quali sono stati estratti numerosi fossili. Nella sabbia all’interno della grotta è invece possibile rinvenire denti di squalo.

La temperatura nella grotta è di circa 12 gradi.

Gli scacchi viventi di Marostica

Per gli appassionati di scacchi che vanno in visita a Vicenza, Marostica è una tappa irrinunciabile.

La piccola cittadina è infatti nota per la tradizione, nata nel 1923, degli scacchi viventi.

Si tratta di partite di scacchi, ma di una rappresentazione biennale che si tiene nel mese di Settembre, negli anni pari, in Piazza degli Scacchi.

La recita narra le vicende di Vieri da Vallarona e Rinaldo d’Angarano che lottano per conquistare la mano di Lionora, la bella figlia del Castellano della cittadella.

Se il viaggio è programmato in un altro periodo, non perdete comunque l’occasione di fare un salto a Marostica per ammirare la piazza dove si tiene la manifestazione. Qui, su un selciato a scacchiera, si affacciano il Castello Inferiore e la colonna con il leone di San Marco.

Conclusioni

Vicenza, poco distante da Venezia e Verona, può essere raggiunta in auto seguendo le Autostrade A4 e A31.

Per chi viaggia in aereo, gli aeroporti più vicini sono quello di Verona-Villafranca e di Treviso.

Anche chi viaggia in treno potrà raggiungere facilmente la città, essendo questa molto ben servita.

Abbiamo visto assieme cosa vedere a Vicenza, città ricca di arte e cultura. Culla in particolare dell’arte del palladio, patrimonio UNESCO dell’umanità, un viaggio in questa meravigliosa città veneta è irrinunciabile.

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.