Cosa vedere a Ruvo di Puglia

Ruvo di Puglia è una cittadina dell’entroterra barese e conta poco più di 24mila abitanti; geograficamente fa parte del Parco nazionale dell’Alta Murgia, cosa che lo rende un piccolo gioiello. A pochi km di distanza troviamo Terlizzi, altro piccolo comune pugliese che merita una visita approfondita.

Nel Comune ha sede il Museo archeologico nazionale Jatta con reperti dell’età ellenistica. Le stradine lastricate di pietra bianca del centro storico si intrecciano tra loro attraverso archi e piazze, creando ambienti suggestivi. 

Nell’articolo di oggi scopriremo assieme cosa vedere a Ruvo di Puglia, un piccolo comune della provincia nord di Bari che ha davvero molto da offrire, immerso nel cuore dell’alta Murgia e famoso per le sue spettacolari luminarie natalizie e non solo. Non ci resta che augurarvi buona lettura!

Indice dei contenuti

Cenni storici

La storia di Ruvo si perde nei secoli: alcuni reperti di pietra lavorata, ritrovati nei dintorni della cittadina, farebbero risalire i primi insediamenti al paleolitico medio. Gli archeologi hanno trovato, inoltre, alcuni resti di villaggi, che confermano la presenza dell’uomo fin dal VI millennio a.C.

Già abitata nell’età del Bronzo dai Morgeti, che vennero scacciati dagli Iapigi durante l’età del ferro. L’arrivo dei Greci, che colonizzarono pacificamente Ruvo chiamandola “Rups”, si ebbe tra l’VIII e il V secolo a.C., insieme a Molfetta, Terlizzi, Corato, Trani e Bisceglie. La ricchezza di Ruvo era ed è in parte anche oggi, relativa al commercio di olio di oliva e vino, nonché di vasellame. 

Ruvo fu protetta di Atene e alleata di Taranto. La guerra persa contro Roma fece entrare nell’orbita romana, tanto che acquisì la cittadinanza durante la Repubblica e divenne municipium sotto l’Impero. Nel 44 d.C. Ruvo vide sorgere la propria diocesi grazie a San Pietro, che nominò san Cleto come primo vescovo  

Le invasioni dei Goti ridussero per la prima volta la città a un cumulo di macerie. Ricostruita, fu conquistata dai Longobardi e  predata dai Saraceni. La città si dotò di una cinta muraria e visse alterne fortune. Sotto Federico II di Svevia, Ruvo ebbe un periodo di pace e prosperità: si iniziò a costruire la cattedrale. Dal 1266 Ruvo divenne dominio degli Angioini.

Al dominio angioino si succedette quello aragonese, ma la città subì devastazioni per le lotte di successione. I secoli passarono sotto il dominio dei conti Carafa, durante il quale il personaggio più illustre fu il medico Domenico Cotugno. Dopo il dominio dei Carafa, ci fu quello napoleonico e poi i moti liberali. Si distinse particolarmente in questo periodo Giovanni Jatta, avvocato della città, che fu tra i protagonisti degli scavi archeologici. 

A seguito dell’unità d’Italia, nel 1905 arrivò l’illuminazione elettrica e nel 1914 l’acqua pubblica. Nel secondo dopoguerra Ruvo si distinse in ambito culturale, ma anche in ambito economico con i fiorenti vitigni e oliveti.

Cattedrale e manufatti lapidei

La cittadina presenta numerosi monumenti di varie epoche, sia religiosi che civili. La concattedrale è uno dei più noti esempi di romanico pugliese, costruita a partire dalla metà del XII secolo, con varie modifiche successive. La facciata è detto a capanna, e presenta ben tre portali: i due più piccoli laterali hanno mezze colonne, che sostengono  archi a sesto acuto. Il portone centrale è arricchito da bassorilievi e si divide in tre archi. 

Il prospetto è adornato da vari manufatti lapidei, con un grande rosone a dodici colonnine variamente lavorate e sovrapposte su una lamina metallica, lavoro al traforo di una bottega locale. Sopra il rosone si vede una figura sedente, identificato come Roberto II di Bassavilla. Al culmine della facciata spunta la statuetta del Cristo Redentore.

L’interno di questo splendido monumento è a croce latina, ricoperto da copertura a capriate e volte a crociera. Alla concattedrale sono annessi il campanile, risalente all’XI secolo e il Palazzo vescovile.

Le chiese

Poco distante dal Duomo ci sono la chiesa di San Domenico, innalzata assieme al convento sui ruderi dell’antico monastero di Santa Caterina, in stile tardo barocco, e la chiesa di San Michele Arcangelo, in stile tardo barocco. Più recente è la Chiesa del santissimo Redentore terminata nel 1955. Altri notevoli edifici sono la Chiesa di san Rocco, costruita nel 1503 in segno di ringraziamento per la fine della pestilenza, la Chiesa di San Giacomo al Corso.

A 8 chilometri da Ruvo, nella frazione di Calentano, sorge il santuario di Santa Maria di Calentano, edificio molto antico che presenta varie epigrafi gotiche e in lingua greca. All’interno sono ancora visibili tracce dell’affresco della Madonna col Bambino, di  gusto bizantino. 

I palazzi 

Le architetture civili degne di nota sono Palazzo Jatta, che ospita il Museo archeologico nazionale Jatta; palazzo Spada, di stile rinascimentale, Palazzo Avitaja. Vi sono poi altri palazzi nobiliari, come Palazzo Pirlo-Rubini, in stile rinascimentale nel 1610. 

Un altro edificio caratteristico di Ruvo è la Torre dell’Orologio, costruita nel 1604 e restaurata nel 1870. La torre ha pianta quadrata e sulla sommità del bastione è situato il pubblico orologio e le due campane. Anticamente a Ruvo, come in molte altre città c’era una poderosa cinta muraria che ha resistito a numerosi assedi.

E’ stata demolita intorno al 1820 per ragioni di igiene pubblica, rimangono delle tracce nel centro storico. A Ruvo, inoltre, a chiusura del borgo medievale, nella parte settentrionale, c’era un castello a ridosso delle mura. Da vera e propria fortezza, durante il dominio dei Carafa, venne trasformato nella residenza dei signori di Ruvo. Oggi, di tutta la struttura è sopravvissuto soltanto il settore centrale, con l’alta torre quadrangolare.

La gastronomia locale

Piatti tipici della ricca gastronomia locale sono diversi. A cominciare dalla tiédde, detta anche vaso di Ruvo, un pasticcio di maccheroni cotto al forno in un tegame di terracotta. Non mancano le tipiche orecchiette di forma leggermente allungata, le strascenòte in dialetto ruvestino, gli strascinati in italiano.

A Ruvo gli strascinati non sono conditi solo con le classiche cime di rape, ma anche con sugo e ricotta dura. Delizioso il purè di fave e cicorie, che in dialetto ruvestino si dicono faviétte e cecurìdde. Esiste poi un menù tipico per la festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) e per la Vigilia di Natale, che prevede le lagane condite con mollica fritta, baccalà e pomodori.

Durante la Quaresima, si usa consumare un calzone farcito assai ricco, con spaghetti, cipolle, baccalà, olive nere o acciughe sotto sale. Non potevano mancare i dolci, come le classiche cartellate, tipiche di tutto il nord della Puglia, dolcissimi biscotti con vincotto di fichi e mandorle, nonché i dolci di pasta reale.

Conclusioni

Come abbiamo visto, Ruvo di Puglia è una cittadina situata a nord della provincia barese che ha davvero tanto da offrire. Spostandoci da Ruvo è facile raggiungere altre cittadine degne di nota come Corato, Palo del Colle e Grumo Appula o possiamo scegliere di recarci sulla costa e visitare Molfetta, Barletta o Bisceglie.

Insomma, Ruvo ed i suoi dintorni offrono una vasta scelta per il turista. Non ti resta che preparare lo zaino e partire per questi luoghi, anche grazie ai consigli contenuti in questa guida su cosa vedere a Ruvo di Puglia. Non ci resta che salutarvi ed augurarvi buon viaggio verso questa terra di Puglia.

Pronto per la partenza?

Booking.com

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

Ti potrebbe piacere: