La Puglia offre sempre notevoli paesaggi naturali e luoghi ricchi di storia e tradizione. Per non parlare del cibo e delle specialità culinarie che da sole basterebbero a giustificare un soggiorno nella Regione del sud Italia. Poi il mare, il sole e tutti gli splendidi paesaggi della zona.

In questo articolo, però, ci concentriamo su una parte della Puglia che si trova al confine con la Campania e che è ricca di paesi e cittadine con una storia antichissima, e dove da sempre i grandi nobili nel corso della storia hanno scelto di insediarsi data la bellezza dei luoghi e del clima.

Nello specifico, parliamo dei monti della Daunia, un territorio collinare all’interno del quale sono situati comuni caratterizzati da monumenti storici, chiese e luoghi di culto. Tra questi spicca sicuramente Roseto Valfortore, un borgo storico che domina l’alta valle del fiume Fortore. Vediamo la sua storia e i luoghi più importanti da vedere.

Nella puntata di oggi scopriremo assieme cosa vedere a Roseto Valfortore un piccolo paese della provincia di Foggia, a pochissimi km da Faeto – noto per le sagre dedicate al maiale – e Volturino. Un paese che ha certamente tanto da offrire, non a caso celebrità del mondo dello spettacolo come Alessia Marcuzzi hanno scelto Roseto come meta per le proprie vacanze.

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Roseto Valfortore: la storia

Roseto ha una storia antichissima; in epoca preromana, attorno alla valle del fortore, sorgevano insediamenti delle popolazioni dei Sanniti e degli Irpini. Essi controllavano l’intero promontorio e, proprio nel luogo dove oggi sorge Roseto Valfortore, fondarono l’antico Oppidum Vescellium.

Non ci sono molte testimonianze della sua esistenza all’epoca romana, se si esclude un cippo funerario del I secolo e alcune monete e cocci ritrovati durante alcuni scavi archeologici.

Il nome Rosito, però, che deriva dall’abbondanza di roseti nel territorio, compare per la prima volta nel 752, in un documento del duca longobardo Liutprando. In epoca medievale, Roseto passa sotto diverse dominazioni, tra cui quella degli Angiò e di re Federico D’Aragona. 

Molto attivo anche in epoca risorgimentale, Roseto partecipa ai moti garibaldini, che si concludono con la fucilazione di 6 soldati borbonici. Si assiste, in epoca contemporanea, a un gradua spopolamento del territorio e una conseguente emigrazioni verso le città del Nord Italia ma anche negli Stati uniti, dove gli antichi abitanti fondarono una nuova Roseto in Pennsylvania, oggi centro importante dove si conserva, anche se in minima parte, la tradizione pugliese.

Oltre alle numerose chiese e agli altri luoghi di culto, Roseto di Valfortore offre anche ai visitatori la bellezza dei paesaggi naturali attorno al comune, caratterizzata da  una massiccia presenza di boschi e di altri incantevoli scorci naturali. All’interno del paese, però, non mancano i luoghi da visitare, che si rifanno tutti a una storia antica che conserva le sue tracce nelle chiese e nelle piazze del borgo della Daunia.

L’Arco della Terra

Si tratta dell’antica porta d’ingresso al borgo ed è anche l’unica rimasta intatta delle quattro presenti originariamente. È costruita interamente con le pietre della cava di Roseto; in un angolo dell’arco è possibile intravedere una testa scolpita, che apparteneva con ogni probabilità al Marchese Roberto II di Capua

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta

È la chiesa principale del paese. Fu edificata nel 1507 dal feudatario Bartolomeo III di Capua laddove sorgeva un precedente luogo di culto, probabilmente un’altra chiesa (anche se molto più piccola) risalente all’VIII sec. Il complesso è molto grande così come imponente è la sua facciata, caratterizzata dalla presenza di una bellissima balaustra d’ingresso realizzata in pietra di Roseto, davanti alla quale vi sono tre pannelli che raffigurano rispettivamente Cristo, Bartolomeo III e una rosa selvatica

Al suo interno troviamo una acquasantiera del VI secolo e due altari marmorei del Cappellone, aggiunti con ogni probabilità in seguito. Vicino all’altare ci sono tre statue lignee realizzate dall’artista Francesco Saverio Citarelli.

Il centro storico

Notevole la presenza di edifici antichi nel centro storico del paese. Tra questi, non si può non citare la chiesa di San Nicola e le tre fontane in pietra: la Fontana Vecchia, la Fontana del Titolo e la Fontana Grande. La prima veniva utilizzata come lavatoio e conserva ancora parte dell’antica struttura dove effettivamente si appoggiavano i panni per il bucato.

Fu edificata dal duca di Francia nell’XVIII secolo ed era, oltre che luogo di lavoro femminile, anche punto di socializzazione degli abitanti del paese. La fontana del Titolo risale alla stessa epoca ma è di dimensioni più piccole con una vasca sospesa. Fontana Grande ha 4 bocche di fuoriuscita dell’acqua, che confluiscono in un’unica vasca di raccolta.

Sempre nel centro storico, è presente la casa dell’artigianato, un piccolo museo dove risiede anche l’unico forno a paglia dei sette che erano presenti in città.  La presenza del museo è un chiaro indizio di una forte attività artigianale, che si nota dalla presenza dell’antica arte degli scalpellini, le cui testimonianze si trovano sparse per la città. 

Come detto, Roseto è famosa anche per la bellezza dei luoghi naturali attorno ad essa. Dalla città, visitando il Belvedere Giro Coste, si può ammirare la vastità del bosco Vetruscelli.

Il bosco Vetruscelli

Si tratta di una vasto complesso boschivo che trae il suo nome proprio dal primo insediamento Oppidum Vescellium. Il bosco sorge su un’altura dalla quale era possibile controllare la Serra delle Tre Marine, il fiume Miscano (dal versante tirrenico), il canale del Feudo e il fiume Fortore.

Da qui si capisce l’importanza strategica di tale luogo. Oltre a questo, però, il bosco è famoso anche per la presenza del tartufo nero, la raccolta del quale consente agli abitanti di mantenere una tradizione gastronomica e culinaria unica nella zona ed è motivo di visita da parte di turisti italiani e stranieri, che possono gustare le numerose ricette che con esso si preparano. 

Il complesso dei Mulini

Sempre nell’area attorno a Roseto Valfortore è possibile visitare il complesso dei mulini. Si tratta di mulini ad acqua, impiegati in passato per la coltivazione e l’irrigazione dei campi; oggi è possibile visitare il Mulino Vecchio e il Mulino a Valle, entrambi non più funzionanti ma che fanno da sfondo a un paesaggio mozzafiato e dove è ospitato un museo di arte antica.

Per gli amanti della natura e della tradizione, quindi, i luoghi attorno a Roseto rappresentano sicuramente una tappa obbligata durante il soggiorno in puglia. Sempre in provincia di Foggia, precisamente a Bovino, si trova un mulino ad acqua ancora funzionante. Se siete nei paraggi potete spingervi fin lì per una visita.

Conclusioni

Come abbiamo potuto vedere, Roseto Valfortore è un paese che ha certamente molto da offrire, soprattutto per chi è sempre alla ricerca di mete immerse nella natura che permettono di staccare la spina dal caos cittadino.

Roseto è facilmente raggiungibile dalla città di Foggia percorrendo la strada che da Foggia porta a Campobasso. Con questa guida alla mano, saprai sempre cosa vedere a Roseto Valfortore e nelle sue immediate vicinanze. Non ti resta che partire alla volta di questi luoghi.

Se sei nei paraggi inoltre, ti consigliamo di visitare anche i vicinissimi comuni di Panni ed Orsara di Puglia: non te ne pentirai.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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