Cosa vedere a Minervino Murge

Nella provincia di Barletta-Andria-Trani, si trova il paese di Minervino Murge che con la sua sopraelevata posizione a dominare la valle dell’Ofanto si è guadagnato il soprannome di “Balcone delle Puglie”. È facile immaginarsi l’incantevole panorama di cui si può godere; la “terrazza” naturale, infatti, si affaccia sulle montagne della Basilicata, sul Tavoliere, sul promontorio del Gargano e sul golfo di Manfredonia.

Minervino Murge fa parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e si apprezza non solo per la vista, ma anche per la particolare architettura del suo antico borgo con strutture in tufo dalle bianche facciate e stradine tortuose. Proprio questa sua particolarità dona il nome al borgo principale, Scesciola, che dall’arabo antico significa “labirinto”.

Oggi partiremo per un viaggio proprio alla volta di questo piccolo comune, lontano dalle rotte turistiche più battute di Puglia come possono essere quelle di Salento e Gargano, ma pur sempre ricco di fascino. Ecco cosa vedere a Minervino Murge e nelle sue immediate vicinanze: buon viaggio.

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La storia di Minervino Murge

I ritrovamenti archeologici datano l’origine del paese a circa 2000 anni prima di Cristo, fondata dal popolo dei Japigi; subì poi l’influenza romana da cui nacque il nome odierno. La leggenda vede il paese fondato nel 216 a.C. da alcuni legionari romani in fuga dal cartaginese Annibale, durante la battaglia di Canne. Qui, forse anche loro incantati dal paesaggio, decisero di stanziarsi e di celebrare i riti religiosi in una grotta che dedicarono alla dea Minerva (si pensa che questo sia il motivo del nome “Minervino”).

L’arrivo dei romani diede inizio a un periodo complicato e intorno al II sec a.C. il paese passò un periodo buio; non esistono notizie riguardo Minervino fino al IX sec. a. C. Le trasformazioni più importanti a livello urbanistico, economico e politico avvennero  tra il XVIII e XIX sec. a.C.

Nel secondo dopoguerra invece, i minervinesi dichiararono guerra all’Italia in seguito a una rivolta in cui gli abitanti riuscirono a trasformare il paese in una vera propria fortezza. L’atto di ribellione, alla fine, sfumò e si ritornò alla normalità dopo pochi giorni dopo.

La grotta di San Michele

Nonostante la sua storia travagliata, nei secoli Minervino è riuscita a mantenere integri dei veri gioielli sia architettonici che naturali ed uno di questi è certamente la grotta di San Michele.

Ai piedi del paese, incastonata nella pietra, si trova la Grotta di San Michele; l’attrazione più caratteristica di Minervino. Si tratta di una caverna carsica, risalente secondo gli esperti a 2 milioni di anni fa. Da sempre luogo di culto e fede, oggi è dedicata all’Arcangelo Michele, che è anche patrono del paese.

La chiesa di Santa Maria Assunta

Nel cuore del centro storico, è impossibile non trovarsi affascinati dall’imponente e maestosa facciata in pietra calcarea bianca della chiesa di Santa Maria Assunta. La struttura attuale sorge su un precedente edificio di epoca normanna. Fu sede dei vescovi minervesi fino all’800. Ancora oggi conserva intatto il suo aspetto medievale. Al suo interno troviamo una sagrestia seicentesca, sede di importanti conferenze.

Il Faro votivo di Minervino Murge

Con i suoi 32 metri di altezza a più di 400 m sul livello del mare, situato nel punto più alto del paese per non passare inosservato, il Faro di Minarvino risulta una curiosa anomalia. Fu fortemente voluto dal Duce, che non mancò di mettere mano al proprio portafogli per la sua edificazione. Costruito nel 1929 come monumento ai caduti fascisti, oggi riconvertito in memoria di tutte le vittime della patria. La luce della sua lanterna era, in passato, visibile sino a 80 km di distanza; oggi è stata sostituita con una luce simbolica. 

A una decina di minuti da Minervino ci si imbatte nel lago artificiale Locone e nella omonima diga, la seconda in terra battuta più grande d’Europa, costruita nel 1982. Un posto perfetto per una gita domenicale in cui si può praticare la pesca. 

Castel del Monte

La maggior parte di noi ignora che proprio il castello voluto fortemente da Federico II di Svevia nel 1240 è il protagonista nella versione italiana sulle monetine da 1 centesimo. Si erge sull’altopiano delle Murge e nel 1996 fu inserito nei patrimoni dell’UNESCO.

Come tutti i castelli, nacque per essere una fortificazione con funzione difensiva. Solo nel 1600 con l’acquisizione da parte dei Pignatelli divenne un elegante dimora residenziale. Oggi, al suo interno, sono allestite mostre archeologiche.

Spinazzola

A non più di quindici minuti da Minervino troviamo Il comune di Spinazzola che tra ruderi di antichi castelli (Garagnone) e il primo degli ospedali templari in Puglia (risalente al 1100) pare essere rimasto ancorato al passato. Il suo centro è impreziosito da importanti e antiche architetture civili, incastrate in resti di mura medievali. Nelle piazze, le protagoniste sono le chiese che si contendono vicoli e stradine.

Qui, per la gioia dei palati più golosi, si può anche gustare la pregiata salsiccia a punta di coltello. Anche da Spinazzola, il panorama è un incanto; dalla sua terrazza, l’occhio si posa su boschi di latifoglie attraversati da sorgenti. Nelle vicinanze è presente anche un’importante cava di bauxite ed un suggestivo ponte – denominato dei 21 archi.

Montemilione

Distante solo 19 km da Minervino, anche se già in Basilicata, Montemilone offre aree naturali e fonti sorgive. La cultura folcloristica è molto forte in questo paesino di 1396 abitanti tanto da essere famoso per le sue feste paesane. Il suo borgo antico ospita una meravigliosa Chiesa in stile gotico

Canosa di Puglia

Città adottiva di Lino Banfi, è il principale centro archeologico della Puglia, grazie ai numerosi insediamenti che vi furono. Interessante sapere che i reperti canosini sono reperibili in tutti i principali musei. Le sue numerose chiese e i palazzi settecenteschi e ottocenteschi sono tutti visitabili. All’interno di questi ultimi l’occhio si perderà tra affreschi e dipinti. 

Per gli amanti dell’escursionismo vi sono parecchi itinerari naturalistici: oltre ai sopracitati laghi Locone, troviamo anche il bosco di Acquatetta che si estende tra Minervino e Spinazzola. Con la sua estensione è il bosco più grande della provincia e il secondo della regione. È un bosco non autoctono di conifere in cui vivono numerose specie di uccelli, cinghiali e lupi.

Se si ha intenzione di visitare Minervino e i suoi borghi antichi, apprezzerete, oltre al paesaggio, i vini locali come il Castel del monte a marchio DOC, che prende il nome dall’omonimo castello; e i cibi tipici come il pane di Altamura, il pallone di Gravina o il prelibato Cardoncello.

Per maggiori informazioni su Canosa di Puglia, puoi leggere l’articolo dedicato.

Conclusioni

Come abbiamo avuto modo di vedere, Minervino offre tante possibilità al turista che intende addentrarsi in questo angolo di Puglia, a pochi passi dal territorio Lucano. Non solo Minervino, ma anche gli immediati dintorni meritano senza dubbio una visita.

Poter visitare Castel del Monte – patrimonio Unesco – ed altri importanti attrazioni nelle vicinanze, è senza dubbio una ghiotta occasione per i turisti. Se siete nei paraggi, infine, vi consigliamo di spingervi anche nelle città costiere di Barletta, Trani e Bisceglie che compongono l’omonima provincia a cui fa capo Minervino.

Ora che sapete nel dettaglio cosa vedere a Minervino Murge e nelle sue immediate vicinanze, non vi resta che preparare la valigia e partire. Bellezze naturalistiche, storiche ed architettoniche, nonché bontà culinarie, sono pronte ad attendervi.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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