Cosa vedere a Manfredonia

Fondata nel 1256, Manfredonia deve il nome a Manfredi, figlio dell’imperatore delle due Sicilie Federico ll. Il comune pugliese, appartenente al Parco Nazionale del Gargano, vanta una conformazione territoriale di tutto rispetto, adatta ad ogni tipologia di vacanza o gita fuori porta.

Dal mare al trekking, passando per la scoperta di luoghi e culture degne di nota. Consigliato come meta turistica dalla famosa rivista statunitense Forbes, il comune in provincia di Foggia conta quasi 60mila abitanti e una storia tutt’altro che banale.

Oggi cercheremo di addentrarci virtualmente all’interno di questo comune del foggiano. Scopriremo nel dettaglio cosa vedere a Manfredonia e nei suoi dintorni: ricchi di bellezze paesaggistiche grazie alla presenza del promontorio del Gargano, meta di turisti da ogni angolo del mondo.

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Storia di Manfredonia

La città venne costruita nel Xlll secolo per iniziativa di Re Manfredi, sebbene la zona fosse già abitata in passato. Le attività antropologiche, nel territorio manfredoniano hanno origini ben più lontane dalla rifondazione avvenuta per mano della famiglia imperiale sveva.

Infatti, è addirittura datata intorno all’ottavo secolo prima di Cristo e la città era conosciuta con il nome di Siponto, antenata diretta dell’attuale città. Re Manfredi arrivò nel territorio in un momento storico da dimenticare, quando alcuni eventi catastrofici resero Sipontum inospitale. Così, il re slavo delineò nuovi confini territoriali per la futura città qualche miglia distante dalla precedente. La nuova città avrebbe dovuto svolgere un duplice compito: commerciale e di difesa.

Nel giro di pochi anni la città fu ultimata, furono costruite le mura, il castello (in parte), le torri, il porto e tutte le altre componenti urbanistiche dell’epoca che rendevano il centro abitato di prima categoria.

La battaglia di Benevento del 1266 fra le forze di Carlo d’Angiò e quelle di Manfredi rimescolò le carte, sancendo la morte e la sconfitta di quest’ultimo a favore del primo e il conseguente passaggio del territorio alla dinastia angioina. La famiglia francese limò l’estetica della città, completò il castello e, nel 1270, iniziò i lavori per il duomo.

Dopo circa quattro secoli la storia di Manfredonia fu nuovamente stravolta; era il 16 agosto del 1620 e un’enorme flotta turca fu avvistata all’orizzonte delle coste pugliese. Gli invasori saccheggiarono e distrussero barbaramente la città, radendo al suolo la città medievale.

Una volta che i turchi se ne andarono lasciarono dietro di loro miseria, morte, fame e desolazione. La ricostruzione fu lenta e sfiancante e ci vollero quasi due secoli prima di tornare agli albori di un tempo in termini di espansione e prosperità. A metà del diciannovesimo secolo furono facilitate le comunicazioni con i comuni limitrofi, primi su tutti Foggia, Cerignola e Monte Sant’Angelo.

Nemmeno il Novecento iniziò nel migliore dei modi. Prima ci fu una epidemia di colera nel 1910, poi nel 1914 la città fu bombardata durante la Prima guerra mondiale da navi austriache. Infine, durante il secondo conflitto mondiale, più precisamente nel triennio 1940-1943, Manfredonia fu sede di un campo di concentramento decentrato in una zona extraurbana nei pressi di Siponto.

Le memorie della città, oltre che sui libri di storia, possiamo riviverle tramite monumenti e opere. Fermi e maestosi, raccontano storie a noi mai appartenute senza dire nulla, solo attraverso le loro espressività artistiche. Vediamo nel dettaglio cosa visitare nella città conosciuta come la porta del Gargano.

Castello medievale

La struttura difensiva medievale mostra a livello architettonico evidenti influenze sveve. Tipiche della casata germanica, sono la geometria e la linearità con le quali si presenta la pianta strutturale interna del castello, di forma quadrangolare.

A fronte di modifiche avvenute in un secondo momento, il castello, come lo vediamo oggi, presenta cinta muraria esterna (costruite in un secondo momento) e una struttura a pianta pentagonale con annessa presenza di torrioni. Costruita fuori dal centro urbano, oggi inglobato nella città, affaccia sul mare e sul porto turistico. Se si opta per una visita a Manfredonia, è d’obbligo visitarlo.

Chiesa di San Domenico

Affiancata dal municipio (ex convento domenicano), la chiesa che affaccia su Piazza del Popolo, fu eretta in onore di Maria Maddalena da Carlo ll D’Angiò.

Costruita nell’ultimo decennio del tredicesimo secolo, il primo complesso religioso fu devastato dai Turchi durante la tremenda invasione del diciassettesimo secolo. La ricostruzione, avvenuta poco tempo dopo, fedele al progetto iniziale.

Chiesa di Santa Maria Maggiore di Siponto

Situato poco fuori dal centro abitato (lungo la SS per Foggia a 3 km da Manfredonia), la chiesa di stampo romano-pugliese ha una pianta quadrata, presenta una cripta visitabile al suo interno.

Non abbiamo testimonianze scritte per quanto riguarda la sua costruzione ma, una data documentata testimonia l’atto liturgico della sua consacrazione, ovvero il 1117. La facciata principale presenta il portale e quattro arcate cieche ai suoi lati (due per parte). Struttura singolare e ricca di fascino.

Da marzo del 2016, in prossimità della Basilica, si trova l’installazione artistica di Edoardo Tresoldi, intitolata “Dove l’arte ricostruisce il tempo”. Si tratta di una ricostruzione del peso di oltre 7 tonnellate ed alta 14 metri che ricostruisce la basilica attraverso il fil di ferro creando incantevoli giochi di luce. Un’opera spettacolare, ideale da vedere al tramonto.

Cattedrale di San Lorenzo Maiorano

Inaugurata sotto la dinastia francese dei D’Angiò nel 1274, anche la cattedrale venne data in fiamme e ridotta ad un cumulo di macerie insieme a gran parte delle città dall’assalto ottomano del 1620.

Ricostruita sui massi della struttura originale, la Cattedrale presenta un portale uniforme, mentre lungo il loggiato principale si erge la statua di Papa Giovanni XXlll. Internamente, abbiamo un’unica navata con cinque cappelle ai lati. Dipinti e statue fanno da padrone all’interno del duomo, miniera di cultura e arte.

Oasi Lago Salso

Le paludi sipontine, appartenente all’area perimetrale del Parco Nazionale del Gargano, sono frutto di un progetto di bonifica della zona realizzate a partire dalle fine del 1800.

Il luogo costituisce oggi un sito d’importanza assoluta, soprattutto per una considerevole diversità biologica che troviamo al suo interno. Infatti, ospita aironi, germani reali, mignattai e la moretta tabaccata

Monte Sant’Angelo

Situato sul versante sud del promontorio garganico, il comune è famoso per il Santuario di San Michele (patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 2011), uno delle mete religiose più importanti d’Italia. Il paese si trova ad un’altezza di circa ottocento metri, affaccia sul Golfo di Manfredonia (infatti i due comuni distano 17 km), regalando una vista mozzafiato ai turisti.

San Giovanni Rotondo

Famoso per custodire le spoglie di Padre Pio, è indubbiamente una meta da tenere in considerazione. Le spoglie sono conservate all’interno dell’enorme santuario che portano il suo nome. Inaugurato nel 2004, la nuova struttura ha una superficie di 6000 mq, presenta al suo interno un organo colossale e numerosi mosaici decorativi. 

Se hai intenzione di raggiungere questa meta, allora ti consiglio di leggere l’articolo dedicato interamente alla città di San Pio, dove potrai trovare informazioni interessanti per vivere a pieno questa esperienza.

Conclusioni

Manfredonia è celebre per le sue località balneari. A pochi passi da Manfredonia troviamo Siponto, ma anche i comuni di Mattinata e – poco più distante – Vieste, perla del Gargano.

La cittadina pugliese è facilmente raggiungibile da Foggia percorrendo la SS89. Proseguendo sulla stessa strada è possibile raggiungere le mete del Gargano sopra citate. Manfredonia ha certamente molto da offrire, grazie ad una storia millenaria ed una conformazione del territorio che la rende unica per i turisti.

In questa guida abbiamo scoperto cosa vedere a Manfredonia e nelle sue immediate vicinanze. Non vi resta che avventurarvi per questo viaggio all’interno della Puglia.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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