Cosa vedere a Giovinazzo

Situata nella zona metropolitana di Bari, Giovinazzo è un affascinante borgo costiero, che affonda le sue radici nel Medioevo, con un caratteristico porticciolo e uno splendido lungomare fortificato. L’Arco di Traiano accoglie elegantemente i visitatori alle porte del centro antico, dove si trovano a pochi passi il Palazzo del Marchese di Rende, il cinquecentesco Palazzo Saraceno, oggi sede del Municipio, la Chiesa di San Domenico e la Chiesa dello Spirito Santo, dalle caratteristiche cupole “a trullo”.

La splendida Fontana dei Tritoni si staglia in piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante della vita cittadina insieme a piazza Costantinopoli. Oltrepassando gli archi di via Cattedrale si giunge al Duomo di Santa Maria Assunta, chiesa romanica che custodisce l’icona bizantina della Madonna di Corsignano, la Santa patrona festeggiata durante il mese di agosto. Nella Murgia costiera, non distante dal centro abitato, sorge invece il Dolmen di San Silvestro.

Oggi partiremo proprio per un viaggio alla volta di questa piccola località marittima situata ad una ventina di km dal capoluogo di Regione, Bari. Scopriremo cosa vedere a Giovinazzo e nelle sue immediate vicinanze: buon viaggio!

Indice dei contenuti

Origini e storia

Le origini di Giovinazzo sono a oggi piuttosto incerte, ma la sua esistenza è confermata già intorno al IV secolo a.C.: il centro abitato è infatti riportato nella Tabula Peutingeriana, con il nome di Natiolum. Leggenda vuole che sia stato Perseo, figlio di Giove, a fondare la città, dandole il nome di Jovis natio. Natiolum era un piccolo centro in età romana, probabilmente sorto sulle rovine della città di Netium, rasa al suolo durante le guerre puniche.

Fu sede di un gastaldato longobardo, a partire dalla conquista avvenuta nel VII secolo fino al ritorno dei bizantini nel Mezzogiorno italiano, tra il X e l’XI secolo. Fu a lungo oggetto di contesa fra longobardi e bizantini, fino alla definitiva conquista normanna nell’XI secolo, in seguito alla quale diventò un importante castrum sotto il regno di Roberto il Guiscardo. Nel 1257 Manfredi di Sicilia la donò ad un suo parente, appartenente alla famiglia Lancia (la presunta famiglia di sua madre Bianca Lancia, moglie di Federico II). Nel 1269 la città passò sotto la signoria degli Aragona, fino al 1461. 

Divenuta di dominio spagnolo in seguito al matrimonio reale tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, fu venduta da Carlo V al duca di Termoli Ferdinando di Capua, nel XVI secolo, finendo poi sotto il controllo del ramo cadetto dei Gonzaga di Molfetta.

Infine, fu venduta a Nicolò Giudice Caracciolo, principe di Cellamare, nel 1651. I principi della famiglia Giudice furono gli ultimi padroni di Giovinazzo e Terlizzi fino a quando, morta nel 1770 l’ultima erede, donna Eleonora Giudice, il feudo di Giovinazzo e Terlizzi fu devoluto alla Regia Corte, fino all’abolizione della feudalità nel 1806. In seguito a questa data, Giovinazzo rimase parte del Regno di Napoli, sotto il dominio napoleonico, e poi del Regno delle Due Sicilie fino all’Unità d’Italia.

Centro storico: Arco di Traiano

All’ingresso del centro storico, si trova l’Arco di Traiano, una delle antiche porte del borgo, formato da due archi ogivali, retti su quattro pietre miliari della via Traiana, anche se quest’ultima non passava da questo centro.

Qui, edificato in un perfetto stile rinascimentale, si trova il Palazzo Saraceno, risalente al 1500, così come rivelano i particolari decorativi e architettonici che lo impreziosiscono. La facciata mostra le iscrizioni e i numerosi stemmi di casati nobiliari, a testimonianza le vicissitudini storiche di questa antica dimora del potere sulla città, che ancora oggi ospita la sede del Municipio. 

La Concattedrale

A torreggiare sui tetti del borgo antico è la Concattedrale di Santa Maria Assunta, duomo di Giovinazzo, costruita nel 1113 in stile romanico pugliese, ma con visibili influenze normanne e orientali, e consacrata nel 1283.

Fu rimaneggiata nel 1747, ma conserva ancora un portale ogivale sul fianco destro e una bellissima abside racchiusa tra due campanili, rivestita nel 1676 dalle tele del pittore giovinazzese Carlo Rosa. L’interno fu trasformato in periodo tardo Barocco e conserva l’icona duecentesca della Madonna di Corsignano, oltre ai resti del pavimento musivo originale del XII secolo.

Vi sono inoltre custoditi una tavola quattrocentesca del Cristo Redentore, degli arredi liturgici di epoca medievali e l’affascinante cripta romanica. Il Cappellone del Sacramento marmoreo fu disegnato da Gennaro Sammartino nel 1768, mentre la fonte battesimale risale al 1758. 

Palazzo Framarino

Al centro del borgo c’è Palazzo Framarino dei Malatesta, storica dimora della  omonima famiglia, nelle vicinanze di Piazza Duomo, nei pressi della Cattedrale. L’edificio, che fino al 1600 ospitava un antico convento domenicano, è stato poi abitato da una delle famiglie più rappresentative della città, che includeva tra i suoi membri anche il colonnello di cavalleria Oronzo Framarino. 

Il Dolmen di San Silvestro

Poco fuori dal centro abitato, invece, si trova invece il Dolmen di San Silvestro, una tomba megalitica risalente all’età del. Il dolmen fu scoperto casualmente nel 1961 quando una ruspa tagliò inavvertitamente a metà il monumento funerario. 

Un tempo era una sorta di collina circolare racchiusa da muretti, con un diametro di circa 40 metri e 10 metri di altezza. Rappresenta un ottimo esempio di architettura megalitica del secondo millennio a.C. nel sud Italia.

Alla sua estremità meridionale si trova una grande camera circolare in muratura a secco a forma di tholos. Sul lato nord, la camera, alta circa 50 cm, è piena di pietre; qui furono rinvenuti i resti di 13 essere umani. Accanto a loro i corredi funerari di varie culture, quindi con tutta probabilità il dolmen è stato utilizzato per secoli.

Curiosità

Giovinazzo ospitava fino al 2017 il Giovinazzo Rock Festival, nato alla fine degli anni ‘90 e riconosciuto nel circuito dei Festival musicali. Nel corso degli anni ha ospitato più di 180 artisti e band, tra cui Caparezza, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Bandabardò, Nada feat. The Zen Circus, Brunori sas, Calibro 35, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ministri, oltre a diversi ospiti internazionali.

Un altro tradizionale evento giovinazzese sono i fuochi di Sant’Antonio Abate, che si svolge la domenica successiva alla celebrazione della solennità di Sant’Antonio Abate (il 17 gennaio). La tradizione interessa e coinvolge gran parte del tessuto sociale della città (associazioni, parrocchie, cittadini) che si organizzano con l’accensione di falò per le vie della città. L’evento che segna l’inizio del Carnevalee per questo esiste il detto «Sant’Antonio maschere e suoni». 

Il falò è legato a Sant’Antonio Abate, eremita del II secolo, protettore degli animali domestici. I falò rappresentano un’occasione per assaporare e gustare i cibi semplici della tradizione contadina: le olive e le fave locali vengono cotte lentamente al calore del fuoco in contenitori di terracotta (pignate), come avveniva in passato.

I dintorni di Giovinazzo

Giovinazzo si trova in un punto centrale rispetto a Bari e Molfetta, da cui dista appena 20 chilometri, ed è quindi un punto di sosta perfetto all’interno di un itinerario che comprenda tutta la zona. Inoltre la città ha una propria stazione ferroviaria sulla linea Adriatica, quindi è ben collegata con molti comuni pugliesi della tratta Bari-Barletta/Foggia.

Giovinazzo si trova in un posto strategico, anche per chi vuole raggiungere il vicinissimo aeroporto di Bari – Palese senza soggiornare nel capoluogo di Regione. Non molto lontano da Giovinazzo, si trova Castel del Monte, patrimonio mondiale UNESCO dal 1996, ma anche piccoli centri davvero caratteristici come ad esempio Molfetta, Ruvo di Puglia, Corato e Bitonto.

Se vi trovate a Giovinazzo, quindi, avrete senz’altro l’imbarazzo della scelta. Ovviamente Bari non ha bisogno di molte presentazioni e, raggiungendola, potrete godere di tutti i servizi di una città metropolitana moderna e all’avanguardia.

Conclusioni

Il nostro viaggio in questa località costiera della Puglia termina qui. Abbiamo scoperto assieme cosa vedere a Giovinazzo e nei suoi immediati dintorni, senza lasciare davvero nulla al caso.

Giovinazzo si trova in prossimità della SS16 ed è quindi facile raggiungerla sia da Bari che da Foggia. Anche in treno Giovinazzo è facilmente raggiungibile potendo sfruttare a pieno la tratta adriatica con numerosi collegamenti giornalieri.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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