Cosa vedere a Firenze

Firenze, la culla del Rinascimento, la patria dei più grandi artisti della storia mondiale nella pittura e nella scultura, il vertice della cultura italiana; uno dei luoghi con la più alta concentrazione di opere d’arte al mondo. Quante se ne potrebbero dire e scrivere sulla città in riva all’Arno.

 Firenze è situata in Toscana, oggi conta 359.372 abitanti ed oltre ad essere capoluogo di Regione e sede della città metropolitana omonima. E’ meta turistica tra le più visitate a livello mondiale. In questa guida scopriremo assieme cosa vedere a Firenze e nelle sue immediate vicinanze.

Le origini della città risalgono al 59 dopo Cristo quando, racconta la storia, le legioni di Giulio Cesare costruirono Florentia. Secondo una leggenda, il nome sarebbe fatto risalire a Florio, un soldato romano particolarmente valoroso morto in quel luogo. In realtà è un nome – portafortuna, che significa “città florida”; così ha confermato anche l’Accademia della Crusca.

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Cattedrale di Santa Maria del Fiore e cupola del Brunelleschi

Il Duomo di Firenze, dedicato a Santa Maria del Fiore, offre al turista uno spettacolo inconfondibile: si erge alto sulla città con la sua splendida cupola rinascimentale, progettata da Filippo Brunelleschi. Accanto sulla sinistra, nelle migliaia di immagini ormai note al turista, si vedono il battistero nonché il campanile trecentesco che la tradizione vuole sia opera di Giotto

La cattedrale di Firenze è una vasta struttura gotica, costruita  al posto della chiesa di Santa Reparata. Consacrata non appena la cupola fu installata, deve la facciata a lavori del XIX secolo. L’esterno dell’edificio di culto presenta una serie di decori in marmo rosa, bianco e verde. L’interno, spoglio e semplice, è impreziosito da pavimenti a mosaico.

 Nella semplicità delle forme e dei colori della cattedrale, svettano nella zona della cupola gli affreschi del Giudizio Universale, attribuiti a Giorgio Vasari ma dipinti principalmente dal suo allievo Federico Zuccari, entro il 1579. 

Per vedere da vicino l’interno della più grande cupola in muratura d’Europa e godere della straordinaria vista di Firenze,  bisogna salire i 463 gradini, utilizzando corridoi stretti, costruiti dagli operai che realizzarono la cattedrale. La visita è possibile solo su prenotazione. Si può arrivare fino alla lanterna, dalla quale si gode una vista incomparabile della città. 

La visita nella piazza del Duomo non può essere conclusa senza il Battistero, nonché il Museo dell’Opera del Duomo che custodisce molte delle statue originali e degli elementi decorativi della cattedrale, nonché le porte originali del Battistero (le attuali sono copie). E’ possibile anche salire in cima al campanile di Giotto.

Piazza della Signoria e palazzo Vecchio

Nella visita a Firenze impossibile saltare piazza della Signoria, al centro della vita politica di Firenze e dell’Europa fin dal XIV secolo. Sulla piazza si affaccia Palazzo Vecchio, cuore del potere fiorentino; qui si sono svolti i più importanti eventi storici e politici del Rinascimento, come il “Falò delle Vanità”, cioè il rogo di oggetti, tra cui libri e dipinti, ritenuti dal frate Girolamo Savonarola “peccaminosi”.

Solo un anno più tardi, fu il Savonarola stesso, accusato di eresia, a finire al rogo sulla stessa Piazza. Lo spazio pubblico è adornato da preziose statue ( o loro copie), realizzate per ricordare eventi politici della città. 

Il David realizzato da Michelangelo (l’originale è alla Galleria dell’Accademia) voleva simboleggiare il potere della Repubblica fiorentina in contrasto con la tirannia dei Medici. Ercole e Caco (1534) del Bandinelli rappresenta il potere fisico della famiglia. Il Nettuno (1575) dell’Ammannati ricorda le ambizioni marittime dei Medici;  la statua equestre del Duca Cosimo I (1595), opera del Giambologna, ricorda chi unificò l’intera Toscana, dando vita ad uno degli Stati più potenti d’Europa. 

La visita alla piazza non è completa se non si entra a Palazzo Vecchio, edificio costruito su rovine romane, nato come fortezza medievale ma diventato uno dei simboli del Rinascimento. Fin dall’inizio, la sezione principale dell’edificio ospitò il consiglio comunale di Firenze, composto dai membri principali delle Arti di Firenze, al tempo della Repubblica. Nel 1342 il duca d’Atene ingrandì il palazzo, dandogli l’aspetto di una fortezza. 

In seguito l’austero edificio fu impreziosito dal Salone dei Cinquecento, realizzato a partire dal 1494 durante la Repubblica di Fra’ Savonarola. Con una lunghezza di 54 metri, una larghezza di 23 e un’altezza di 18 metri, soffitti a cassettoni e grandi affreschi alle pareti, la sala rappresenta il cuore del potere fiorentino.

L’aspetto attuale di Palazzo Vecchio, tuttavia, si deve ai grandi lavori effettuati intorno al 1540 dal duca Cosimo I de’ Medici e da sua moglie Eleonora di Toledo. Terminata l’esperienza della Repubblica e instaurata la signoria dei Medici, la corte fu trasferita a Palazzo Vecchio da Palazzo Medici – Riccardi: proprio a questa famiglia si deve la trasformazione della fortezza in un affascinante labirinto di sale istituzionali, appartamenti, terrazze e cortili, decorate da artisti del calibro di Michelangelo, Vasari, Donatello e altri.

Uffizi e Galleria dell’Accademia

A due passi da piazza della Signoria ci sono gli Uffizi, uno dei musei più famosi e più visitati al mondo. Organizzato come un lungo labirinto di stanze, gli Uffizi hanno una tale quantità di opere d’arte, esposte più o meno in ordine cronologico, da commuovere qualsiasi appassionato.

L’edificio, tuttavia, non è stato progettato per essere un museo. Cosimo de’ Medici, infatti, aveva affidato al suo architetto di fiducia Giorgio Vasari la realizzazione di una grandiosa struttura a due passi da Palazzo Vecchio che doveva ospitare i magistrati, le sedi delle Arti Fiorentine, un vasto teatro e gli uffici giudiziari. Da qui il nome di uffici, cioè in fiorentino “Uffizi”. 

Nelle sale dell’ultimo piano, accessibili solo alla famiglia dei Medici e ai suoi ospiti, si iniziarono a collocare i pezzi di sculture romane che i Medici amavano collezionare. Per nostra fortuna appassionati d’arte classica e più in generale di arte, i Medici non badarono a spese per raccogliere manoscritti, gemme, monete e cammei,  “qualsiasi tipo di maraviglia” che destava stupore e ammirazione da parte dei visitatori. Nonché ad arricchire gli Uffizi di opere di pittori loro contemporanei.

Dobbiamo a  Pietro Leopoldo di Lorena, reggente del Granducato, nel 1769, tuttavia, l’apertura al pubblico della Galleria degli Uffizi e dei suoi tesori. L’elenco delle opere d’arte presenti agli Uffizi è impressionante: si va da Giotto e Cimabue a Paolo Uccello e Masaccio, per proseguire con Piero della Francesca, i dipinti più belli e mozzafiato di Sandro Botticelli e così via.

Se però gli Uffizi non bastano, si può fare passare a visitare la Galleria dell’Accademia di via Ricasoli, dove si possono ammirare i giganti di marmo creati da Michelangelo Buonarroti, in primis il glorioso David. Accanto ad opere famosissime, il museo offre anche botanica, musica, i simboli dell’arte e le tecniche pittoriche. 

Giardini di Boboli e palazzo Pitti

Se nel chiuso delle stanze dei palazzi fiorentini vi sono preziosi tesori d’arte, all’aperto si è altrettanto fortunati. Accanto a Palazzo Pitti, infatti, vi è più che un giardino, uno dei più grandi musei all’aperto di Firenze, i giardini di Boboli.

La loro creazione e soprattutto lo sviluppo di questa oasi verde coprono un arco di tempo di oltre quattrocento anni, dal XV al XIX secolo. Campi e orti originari, alle spalle della chiesa di Santa Felicita in Oltrarno, furono sistemati inizialmente dalla famiglia Borgolo, da cui si pensa derivi Boboli. Acquistati nel 1418 da messer Luca Pitti, che volle l’omonimo palazzo, nel 1549 passarono alla moglie del Granduca Cosimo I, Eleonora di Toledo. 

I Medici ne vollero fare la loro residenza in Firenze, non meno magnifica e sontuosa di Palazzo Vecchio. Il progetto fu disegnato da Niccolò Tribolo, ma i lavori furono completati solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1550, del regnante Francesco I, successore di Cosimo; fu necessario chiedere l’aiuto di altri architetti di corte, tra cui Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati e Bernardo Buontalenti. 

Le famiglie Medici prima e Lorena poi continuarono ad arricchire e ampliare il giardino ancora nei secoli XVII, XVIII e XIX, realizzando delle vere e proprie scenografie verdi per l’esposizione di statue sia romane che rinascimentali. 

L’ Anfiteatro , il “ Viottolone ”, il Giardino del Cavaliere, il Caffè e la Grotta Grande nascono proprio con questo intento. 

Il parco ospita, dunque, querce secolari, sculture, fontane ma soprattutto offre ai visitatori un paesaggio fresco e magnifico, capace in ogni stagione di regalare colori degni delle tele dei grandi del Rinascimento: il verdeggiare delle foglie degli alberi in estate, gli splendidi colori dell’autunno, il bianco della neve in inverno, il profumo e i colori dei fiori che sbocciano in primavera. I giardini di Boboli, non a caso, hanno ispirato molti giardini reali europei, in particolare (e non poteva essere che così) Versailles, in Francia. 

I giardini di Boboli sorsero originariamente a servizi di Palazzo Pitti, imponente edificio rinascimentale che divenne ben presto casa della famiglia Medici e in seguito degli Asburgo Lorena che governavano il Granducato.

Passò ai Savoia dopo l’Unità d’Italia e venne utilizzato come palazzo reale di Firenze, nel periodo in cui la città toscana fu capitale del Regno d’Italia (1865-70). Nel 1919, re Vittorio Emanuele III lo donò allo Stato e da allora ospita numerosi musei: la Galleria palatina con capolavori di Raffaello e Tiziano; gli Appartamenti reali, l’appartamento della Duchessa d’Aosta e il quartiere del Principe di Napoli; la Galleria d’arte moderna (con opere dei macchiaioli), il Tesoro dei Granduchi; il Museo della moda e del costume; il Museo delle porcellane e il Museo delle carrozze.

Ponte Vecchio sull’Arno

Da sempre esiste un ponte sull’Arno a Firenze nel punto in cui c’è l’attuale Ponte Vecchio. Non lontana da Palazzo Pitti, la costruzione dell’infrastruttura che tutti oggi ammiriamo, nel 1500 è stata attribuita da Vasari a Taddeo Gaddi, sembra tuttavia essere opera del genio dei frati domenicani, famosi per l’acuto senso delle proporzioni, dell’armonia e del sapiente uso dei numeri che caratterizzavano i loro edifici conventuali. 

Costruito come sistema di difesa, il ponte inizialmente aveva un aspetto austero e minaccioso.  Poi arrivarono le botteghe, fin dal XIII secolo,dato che il ponte è collocato in una zona nevralgica di passaggio, in pieno centro storico. Erano negozi di ogni genere, una sorta di centro commerciale ante litteram, comprese macellerie e pescherie, e  non da ultimo concerie, i cui rifiuti, oltre ad ammorbare l’aria, coloravano anche l’Arno, con un inquinamento non indifferente.

Nel 1593, perciò, Ferdinando I decretò che solo orafi e gioiellieri potessero avere le loro botteghe sul ponte, per salvaguardare naso e occhi di chi attraversava il ponte. L’aspetto attuale, tuttavia, si deve alla decisione dei Medici di trasferirsi da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti: avendo bisogno di un percorso di collegamento tra le due costruzioni, situato dall’altra parte dell’Arno, che consentisse loro di evitare di passare per strada, visto che si erano fatti molti nemici in città, chiesero aiuto al fidato Giorgio Vasari.

Il risultato fu lo straordinario Corridoio Vasariano, costruito nel 1565 che corre tutto in sopraelevata, passando anche all’interno delle abitazioni private e che ancora oggi è visibile anche sopra le piccole botteghe di orafi sul Ponte Vecchio.

Conclusioni

Abbiamo visto assieme cosa vedere a Firenze e nei suoi immediati dintorni. Firenze, al centro dell’Italia, è ben collegata con il resto della penisola e con l’Europa. È possibile raggiungerla con qualsiasi mezzo: la città è dotata di un aeroporto internazionale, l’Amerigo Vespucci (meglio conosciuto come Firenze-Peretola), nel quale atterrano numerosi voli turistici.

In treno, le linee ad alta velocità la attraversano e si attestano nelle stazioni di Firenze Santa Maria Novella (la stazione centrale di Firenze) e Firenze Campo di Marte (nella zona dello stadio di calcio Artemio Franchi e del palazzo delle esposizioni).

La città medicea è facilmente raggiungibile anche utilizzando linee ferroviarie regionali. Numerosi poi gli autobus granturismo di compagnie low cost che servono località italiane ed europee per raggiungono il capoluogo della Toscana. In alternativa si può usare l’auto: Firenze è servita dalle autostrade A1 Milano Napoli e dalle autostrade A11 e Fi-Pi-Li (Firenze – Pisa – Livorno) che la collegano alla costa Tirrenica.

Alla periferia della città vi sono numerosi parcheggi a pagamento: il consiglio è di lasciare l’auto in questi luoghi attrezzati e poi muoversi in città a piedi, oppure utilizzando gli autobus, i tram o i taxi. Adesso sai con esattezza cosa vedere nella magnifica Firenze e nelle sue immediate vicinanze.

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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