Cosa vedere a Cavallino

Chi viaggia in Puglia e vuole davvero immergersi nei borghi autentici, nei paesini dove ancora si respira un’aria tradizionale, non può mancare una visita a Cavallino, un piccolo borgo situato in provincia di Lecce.

Partiamo quindi per un viaggio virtuale alla volta di questi luoghi e cerchiamo di capire meglio cosa vedere a Cavallino e nelle sue immediate vicinanze, una meta lontana dalle rotte turistiche più gettonate del Salento, ma non per questo meno ricca di fascino.

Ad attirare i visitato in questo paese è soprattutto la grande presenza di reperti archeologici: qui infatti risiede una tra le più importanti stazioni archeologiche d’epoca messapica. Cavallino dista da Lecce soltanto 7 chilometri e poco più di trenta chilometri da Otranto. La zona in cui è ubicato questo paese è assolutamente strategica al fine di visitare al meglio il Salento.

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Palazzo dei Castromediano

Sono molte le attrattive che Cavallino offre ai suoi visitatori ed elencarle tutte potrebbe diventare piuttosto lungo. Riportiamo dunque qui di seguito soltanto le principali. Senza dubbio va annoverato tra le meraviglie di Cavallino il Palazzo dei Castromediano, che gli abitanti della zona chiamano “castello”.

Si tratta di un palazzo cinquecentesco che ha subito diversi interventi nei secoli successivi. La facciata è piuttosto semplice con tanto di merlatura e loggia con balaustre. Molto bello l’ampio atrio che ospita l’enorme statua di pietra che raffigura Kiliano di Limburg, ovvero il capostipite della casata dei Castromediano.

Parrocchiale dell’Assunta

Molte belle anche la cappella di S. Stefano che ospita delle pitture senza dubbio pregevoli e anche la galleria dal soffitto affrescato e che ospita numerose statue in pietra.

Il Palazzo dei Castromediano è senza dubbio un’attrattiva eccezionale e una testimonianza del passato di Cavallino, ma in questo paese, come un po’ in tutta la Puglia, a lasciare un’orma profonda è stata l’architettura sacra.

Ad esempio la Parrocchiale dell’Assunta, risale al quindicesimo secolo, ma anch’essa ha subito dei cambiamenti in epoca barocca.

Il pozzo

Molto interessante la Chiesa Madre, ma davanti ad essa, fin dal 1636 vi è un pozzo con una storia particolare. Il pozzo in questione è ornato da un parapetto e da quattro colonnine a sezione quadrata, su cui è poggiata la statua in pietra di San Domenico di Guzmàn.

Si racconta che da questo pozzo le donne estraessero dell’acqua sorgiva fresca e pulita, mentre dai pozzi delle case che stavano alle spalle della statua del Santo, si attingeva ad un acqua densa e salata.

Chiesa conventuale

Anche il convento dei Padri Domenicani e la chiesa conventuale hanno una storia lunga: vennero edificati tra il 1626 e il 1635. La chiesa conventuale venne costruita su di una cappella basiliana. Il pavimento della chiesa, tramite due botole, ora chiuse da delle grate metalliche, dava accesso, scendendo delle scalette, alla cripta sottostante.

Molto interessante l’interno di questa chiesa a pianta basilicale a tre navate. Vi è conservato, nel presbiterio, ovvero la parte della chiesa accessibile solo al clero proprio davanti all’altare, un pezzo di storia del barocco. Si tratta appunto dell’altare realizzato in pietra leccese sagomata che ospita una lavorazione tipica di quel periodo storico artistico che ha lasciato un segno un po’ ovunque a Cavallino.

Nei dintorni di Cavallino

A soli cinque chilometri dal centro di Cavallino, sulla strada per Galugnano, gli amanti delle testimonianze preistoriche troveranno pane per i loro denti. Infatti in questo luogo si trova un affascinante menhir, chiamato il Menhir di Ussano, che è alto circa due metri e mezzo ed ha una misteriosa forma ottagonale.

Come anticipato in precedenza poi Cavallino ricopre una posizione ideale per visitare tutto il Salento. Ad esempio, a circa 5 chilometri c’è Lecce ed è possibile immergersi nelle meravigliose acque della costa adriatica salentina.

La spiaggia di Acaya infatti non ha nulla da invidiare ai famosi scenari tropicali o alle mete più esotiche che si possano immaginare. Qui il mare è cristallino e la baia si estende a forma di mezza luna per più di un chilometro. A limitare la spiaggia si trovano due scogliere e da una di queste è possibile ammirare le bellissime e affascinanti “Due Sorelle”, ovvero due meravigliosi faraglioni che impreziosiscono questo tratto di mare.

Ma se ad attirarvi sono più le spiagge naturali, meno turistiche e che lasciano respirare un’aria selvaggia, allora sarà sufficiente percorrere quattordici chilometri da Cavallino ed arrivare a Vernole. Qui infatti si trova la Spiaggia Le Cesine, un’oasi protetta del WWF che è considerata la zona umida meglio preservata di tutta la bellissima costa pugliese.

Si tratta di una spiaggia sabbiosa con fondali che discendono lentamente nell’acqua cristallina. Qui il WWF organizza da quasi cinquant’anni escursioni e gite al fine di far conoscere ai visitatori la fauna e la flora del luogo.

Borghi nelle vicinanze di Cavallino

Sempre rimanendo a Vernole è possibile visitare il Borgo Murato di Acaya ed anche il famoso castello di Acaya. Quest’ultimo è stato costruito nel 1535 ed è a tutti gli effetti un perfetto esempio dell’architettura ai tempi di Carlo V.

Il castello rimaneva totalmente separato dalla terra, quasi come un’isola e solo attraverso il ponte era possibile accedervi. I turchi nel diciottesimo secolo riuscirono ad entrarvi a distruggere gran parte del castello.

A circa 12 chilometri da Cavallino si trova il paese di Melendugno, un vero e proprio gioiellino da visitare senza indugi. Molto interessante, ad esempio l’abbazia di San Niceta martire, che è il protettore di Melendugno.

Egli infatti fu arso nel rogo per la sua fede cattolica dagli uomini di Atanarico, re ariano. Ma sempre a Melendugno è notevole da visitare anche il “castello” D’Amely. In realtà trattasi di un Palazzo Baronale, ma la gente del luogo lo chiama castello.

Quest’edificio è dotato di una grande torre costruita intorno alla metà del sedicesimo secolo su ordine di Pompeo Paladini, che fu il settimo barone di Melendugno e Lizzanello. Il Palazzo Baronale, proprio come è consuetudine nei castelli, non lasciava altro accesso se non attraverso un ponte levatoio. I baroni D’Amely fecero poi sostituire il ponte levatoio con un ponte in muratura impreziosito da un emblema particolare: vi sono infatti due leoni che sorreggono una torre merlata.

Sopra questo prezioso stemma, dall’aria imponente, che ancora oggi apre la strada verso l’ingresso del Palazzo, vi è una bellissima statua della Madonna Immacolata. Sempre a Melendugno è presente anche il Castello Petraroli, che è un edificio del quindicesimo secolo edificato dal barone Gaspare Petraroli di Ostuni. Fu Ferdinando d’Aragona a regalare Melendugno al Petraroli ed egli qui creò questo palazzo residenziale.

Come raggiungere Cavallino

Cavallino si trova a sud rispetto al suo capoluogo di Provincia, Lecce. Cavallino sorge proprio a pochi km da Lecce ed è facilmente raggiungibile da quest’ultima. In autovettura, infatti, vi basterà percorrere la SS16 e successivamente un tratto di SP23 ed arriverete a Cavallino nel giro di 10 minuti circa.

Per raggiungere Cavallino con i mezzi pubblici, invece, la soluzione migliore è quella di prendere l’autobus 2038 che vi porterà a Monteroni di Lecce e, una volta arrivati a Monteroni, prendere il 41052 che vi condurrà a Cavallino in circa 25 minuti.

Il nostro viaggio a Cavallino termina qui. Un borgo lontano dal caos dove poter ritrovare se stessi ed immergersi nella storia grazie alla presenza di edifici religiosi e monumenti di inestimabile valore culturale.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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