Cosa vedere a Castelluccio dei Sauri e dintorni

Se andate da Bari al Gargano, fate una piccola deviazione e fermatevi qualche ora, o qualche giorno, a Castelluccio dei Sauri. Si tratta di una piccola realtà non troppo lontana da Foggia, immersa in un paesaggio così tipicamente pugliese che entra nel cuore e ci rimane a lungo.

Oggi è soltanto una periferia del capoluogo di provincia, da cui dista 18 km, ma basta passeggiare nel suo centro storico per capire che le radici di questo borgo affondano in universi lontani, di secoli fa. Castelluccio dei Sauri si visita in poco tempo, ma si può far base qui per poi spostarsi nei dintorni e andare alla scoperta di molte cose interessanti.

E sebbene abbia pochi monumenti, o luoghi di interesse naturalistico, se gli dedicate un po’ più di attenzione potreste scoprire storie affascinanti che non avreste mai nemmeno sospettato. E che forse nemmeno gli abitanti di Foggia conoscono davvero. Ecco cosa vedere a Castelluccio dei Sauri e dintorni.

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Storia di Castelluccio dei Sauri

Sicuramente Castelluccio dei Sauri esiste da millenni. Qui sono state trovate tracce preistoriche e testimonianze di civiltà antiche, come quella dei Dauni che ha dato il nome alle montagne che circondano il paese. Tavole di pietra con le iscrizioni tipiche di questa civiltà sono state ritrovate proprio nei pressi del centro di Castelluccio.

Il paesaggio di Castelluccio è stato riconosciuto anche in alcuni testi di Orazio e in alcune descrizioni di epoca bizantina. Non si hanno però notizie certe di un centro abitato, in queste zone, fino al XII secolo. Nel 1118, i registri della chiesa riportano di una cospicua donazione da parte del conte Roberto II Loritello alla parrocchia di Bovino: venivano affidati al clero di questo paese i feudi confinanti tra cui quello dell’attuale Castelluccio, molto probabilmente un semplice casale.

La proprietà quindi passò dalla chiesa ad altri nobili padroni per i due secoli successivi, finché nel XIV secolo, quando era di nuovo proprietà della parrocchia di Bovino, iniziò un periodo di declino che portò nel corso di cento anni al quasi totale spopolamento.

Fu recuperato grazie agli immigrati albanesi giunti nel 1500, ma la natura ribelle e violenta di queste famiglie portò il proprietario dell’epoca a cacciarli e a bruciare il villaggio. Nel 1564 il feudo fu comprato dalla famiglia Guevara, che ne mantenne la proprietà fino all’Unità d’Italia, consentendo il ripopolamento e la nuova crescita del borgo.

Castelluccio dei Sauri fu colpito duramente dal terremoto dell’Irpinia (1980) subendo anche crolli e danni consistenti specie alla parte anticha del centro storico, oggi quasi totalmente recuperata.

La difficile convivenza dei locali con le famiglie albanesi provocò una iniziale divisione della comunità, che si radunò in due gruppi intorno ad altrettante chiese. La comunità cattolica aveva il proprio tempio, nella parte est del paese, quella ortodossa albanese aveva una chiesa dal lato opposto. Oggi entrambe le chiese sono ancora monumenti da ammirare e da usare, per gli abitanti di Castelluccio. 

Chiesa della Madonna delle Grazie

La Madonna delle Grazie (ex San Giovanni, XVI secolo) era la chiesa dei cattolici. Aveva l’architettura semplice ma tipica del Cinquecento. Oggi mostra un volto rinnovato, a causa del restauro seguito al sisma del 1980. Il quadro cinquecentesco che si venera qui pare sia opera di un  allievo di Raffaello Sanzio. Cappella San Gerardo era, al tempo della divisione, la chiesa ortodossa dedicata a San Giorgio.

Fu ricostruita nei secoli successivi e restaurata più volte. In seguito fu sostituita dalla vicina chiesa di San Salvatore, ma rimane attiva come cappella per via della grande devozione della gente a San Gerardo. San Salvatore è una chiesetta bianca dagli interni riccamente decorati. Fu costruita tra i secoli XVII e XVIII in sostituzione della cappella di San Gerardo che tuttavia, poi, rimase in piedi accanto alla nuova chiesa.

Monumento ai caduti 

I castelluccesi vanno molto fieri del proprio Monumento ai Caduti, realizzato in marmo nella seconda metà del XX secolo. Ma molto più affascinanti sono la Via degli Archi e anche il Viale degli Innamorati! Si trova, invece, fuori paese in località Lamia, lungo la statale 161, uno dei monumenti più misteriosi del paese. Si tratta di un antico pozzo diroccato che qui chiamano Pozzo di Annibale.

Secondo la leggenda fu Annibale in persona a costruirlo, accampandosi da queste parti, ma non si sa l’età esatta di questo rudere.

Ippodromo dei Sauri

L’ippodromo, definito come Ippodromo dei Sauri, è certamente una delle attrazioni più importanti del comune di Castelluccio. L’Ippodromo dei Sauri nasce alla fine degli anni ottanta per volontà dell’Amministrazione Comunale dell’epoca e, negli anni, è stato anche cornice per importanti concerti, il più famoso quello di Zucchero del 15 settembre 1999.

L’Ippodromo è l’unico della Provincia di Foggia e, dal lontano 1995 ospita una campioni, cavalli e guidatori. L’Ippodromo dei Sauri è un luogo di incontro molto importante per i Castelluccesi e non solo. Al suo interno è possibile assistere alle corse dei cavalli, ma anche a tante altre manifestazioni culturali.

Dal 1995 un infinita serie di campioni, cavalli e guidatori, hanno lasciato segni indelebili del loro passaggio. L’Ippodromo dei Sauri è un accogliente luogo d’incontro, piacevole occasione per trascorrere tempo libero divertendosi insieme, con la famiglia e gli amici, per trasmettere amore per i cavalli ed aperto a numerose manifestazioni culturali.

Nei dintorni

Nei dintorni immediati di Castelluccio dei Sauri si trovano posti ricchi di magia, anche se nel loro piccolo a prima vista non sembrerebbe. Il suo territorio fa parte del Parco Archeologico dei Dauni, dove si possono ammirare reperti anche millenari. Vicino al Pozzo di Annibale si può esplorare il bosco che circonda il letto del torrente Cervaro, con i diversi sentieri che permettono di immergersi in questa isola di verde.

Facendo base a Castelluccio, la meta più interessante da visitare è Foggia che dista poco più di mezz’ora di macchina. La grande città e i suoi monumenti offrono numerosi itinerari storico-artistici e anche la possibilità di usufruire di servizi ed eventi pensati per i turisti. Non sono troppo lontane nemmeno le spiagge di Manfredonia (60 km) e quelle del Gargano e di Vieste, che si raggiungono in due ore di macchina.

Conclusioni

L’aeroporto più vicino è quello di Foggia, ma molti dei voli turistici atterrano a Bari oppure a Napoli. In ogni caso, anche queste città lontane sono molto ben collegate a Castelluccio dei Sauri. Basta seguire l’autostrada A16, uscendo al casello Candela, per poi immettersi sulla SS 655 per Foggia e uscire seguendo le indicazioni per Castelluccio dei Sauri.


Arrivando in macchina dal nord: tramite autostrada A1 seguire direzioni Bari per 198 chilometri. Dopo di che inseritevi sulla A14 e prendete l’uscita di Foggia, la superstrada Foggia-Candela, e infine da qui l’uscita di Castelluccio dei Sauri. Se invece arrivate da  Foggia: seguite semplicemente la SS 655 per 14 chilometri, svoltate sulla SP 110 e continuate per 6 chilometri. Se siete nei paraggi, è consigliata la visita anche a Bovino e Orsara di Puglia.
 
In treno si scende alla stazione di Foggia
, e da qui si prendono i mezzi pubblici (bus Ferrovie del Gargano), oppure ci si attrezza con auto propria. In questa guida abbiamo visto assieme cosa vedere a Castelluccio dei Sauri, un sito di grande importanza, anche per via della presenza dell’Ippodromo dei Sauri.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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