Cosa vedere a Casalnuovo di Napoli

Casalnuovo di Napoli è un comune italiano, per l’appunto della città napoletana, in Campania. Conta 50.076 abitanti. Casalnuovo è ubicata circa 10 chilometri a nord di Napoli. Oggi scopriremo assieme cosa vedere a Casalnuovo di Napoli e nelle sue immediate vicinanze.

In una zona pianeggiante a metà tra gli Appennini ed il mare. Il comune sorge sulle rovine di Anchora, uno dei villaggi che avevano dato vita alla città di Afragola che si trova nei suoi pressi. Casalnuovo include anche il comune di Licignano di Napoli, che è stato soppresso, e le località di Tavernanova e Casarea.

Il comune precedentemente era una terra paludosa, quindi, si è proceduto alla bonifica borbonica e successivamente alla costruzione del “Lagno dello spirito santo”, cosa che ha reso il territorio migliore da abitare.

All’inizio del XV secolo fu acquisita da Giovanni (III) de Alexandro. Nel 1484 fu concessa ad Angelo Como da Ferdinando I d’Aragona. Il comune fu riconosciuto quale casale dell’arcidiocesi di Napoli con il nome di Casalnuovo.

Il territorio comunale di Casalnuovo aumentò grazie al regio decreto del 1929 con l’accorpamento dell’allora comune di Licignano e di parti di territorio dei comuni di Afragola e Pomigliano d’Arco.

Negli anni ‘50 vi sono state aggiunte le frazioni di Terranova e Casarea, scorporate dal comune di San Sebastiano al Vesuvio. Tra gli anni ‘70 e ‘90 vi sono stati aggiunti altri territori.

Indice dei contenuti

Museo Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi

Il museo biblioteca Sociale Giacomo Leopardi è nato nel 2019, da quella che in precedenza era soltanto una biblioteca caratterizzata dalla donazione di 2000 volumi da parte dei cittadini di Casalnuovo di Napoli.

Numerose iniziative culturali hanno arricchito il sito, dando così vita ad un Museo e uno spazio di condivisione culturale. Elemento degno di nota all’interno del museo è il busto di Giacomo Leopardi di Domenico Sepe realizzato in bronzo e che ritrae il poeta con “L’Infinito” tra le proprie mani.

Il busto ha accompagnato la mostra del manoscritto autografo de L’Infinito, dato in prestito dal Comune di Visso, che è stato utilizzato per celebrare i 200 anni de “L’Infinito”.

Un’altra scultura di rilievo all’interno del museo è il busto di Totò, realizzato anche in questo caso da Domenico Sepe. La prima esposizione del busto risale al 2017 nella mostra intitolata “Dal Principio al Principe”, volta alla celebrazione dei primi 50 anni dalla morte di Totò.

Chiesa di San Giacomo Apostolo Il Maggiore

Angiolo Como, Duca di Arcora e di “Casale Novo” fece edificare nella prima metà del cinquecento la chiesa di San Giacomo Maggiore. 

La chiesa è andata incontro, nel corso del tempo, a vari cambiamenti architettonici. Al 1604 risale una prima riedificazione. Nel settecento, essa presenta una pianta unica con cappelle laterali, pavimentata in lapillo, una volta che custodiva un dipinto raffigurante San Giacomo. Accanto alla chiesa si ergeva una torre campanaria, che un violento fulmine distrusse nel 1859, che fu successivamente ricostruita secondo l’architettura odierna.

Nel 1933 un incendio portò danni di ampia portata alla chiesa che fu ristrutturata e per rispondere alle nuove esigenze dei fedeli fu ingrandita aggiungendo, ad esempio, il presbiterio.

La struttura presenta un piccolo sagrato a navata unica coperta in mezzeria dalla cupola con quattro pennacchi che presentano affreschi di figure bibliche. La navata, con volta a botte schiacciata, decorata ed affrescata, presenta archi a tutto sesto sulle tre cappelle laterali, in sono ubicati altari in marmo policromo.

La facciata presenta un alto basamento eretto su duali lesene ioniche a sostegno di una trabeazione abbastanza esile. Il fronte culmina con un timpano spezzato che presenta un elemento architettonico che ospita la statua di San Giacomo mentre a destra dell’altare maggiore c’è una piccola cappella con la statua di San Biagio, il quale incontra la devozione dei casalnuovesi.

A destra della facciata si erge il campanile in quattro ordini: un alto basamento, un primo piano caratterizzato dall’orologio, il secondo e la cella campanaria bucati da fornici slanciate.

Chiesa San Nicola di Bari

La chiesa casalnuovese in onore di San Nicola di Bari è stata inizialmente fondata in onore dell’Annunziata. La chiesa fu eretta nel 1583 da una cappella.

La chiesa è situata nei pressi del palazzo baronale al tempo dalla baronia dei Salerno, nella seconda metà del settecento ed è stata sottoposta a interventi e ad un abbellimento.

Gli stemmi gentilizi della casata nobiliare e la chiesa parrocchiale sanciscono il rapporto che intercorre tra essi che sono incastonati nell’altare e dalla concessione d’uso al parroco, di una casetta di loro proprietà, contigua alla chiesa.

La struttura presenta una planimetria ad aula unica con cappelle laterali che presentano altari in marmo policromo. L’altare maggiore settecentesco in marmo presenta ai lati gli stemmi nobiliari delle famiglia Salerno-Doria e Salerno-de Liguoro. Il fronte di stampo tardo-rinascimentale, è ripartito in tre ordini sovrapposti e termina con un cornicione triangolare che in mezzeria presenta un modesto rosone.

Palazzo Gaudiosi

Parte del territorio della Chiesa di S. Pietro a Cancellata è occupato dal Palazzo Gaudiosi. Su una pergamena del 1593, conservata nella Biblioteca Nazionale di Napoli, è raffigurata una facciata con le arcate che è visibile ancora oggi.

Come riportano altri documenti, nei pressi del palazzo probabilmente era presente un “Infirmaria” o “hospitale” restaurata dai monaci di Cassino all’inizio del XII secolo.

Palazzo Salerno-Lancellotti Durazzo

Palazzo Salerno-Lancellotti Durazzo fu abitato dai Baroni dell’antico casale di Licignano. Nei primi anni del cinquecento era parte della città di Acerra, e nel 1534 fu venduto a Bartolomeo Rendena.

Sotto Giovanni Battista Rendena nel 1637, fu documentata l’esistenza di un “castrum o fortellittio”, articolata intorno ad una corte murata.

Nella seconda metà del secolo successivo il feudo passò nelle mani dei Salerno e fu sottoposto a riedificazione e valorizzazione del sito. Nel 1774 l’ingegnere Lanzetta, mantenne la planimetria, ma trasformò la masseria del seicento in un elegante palazzo. Nel 1920 fu acquistato da Carmine Lancellotti.

L’edificio è articolato su tre lati, c’è un un cortile murato ed è caratterizzato da elementi architettonici barocchi. Il fronte principale presenta portale in piperno. Presenta un alto piano terra, il piano nobile, e il sottotetto.

Conclusioni

Per raggiungere Casalnuovo partendo dal centro di Napoli è possibile utilizzare l’autostrada con auto o taxi, con il treno regionale verso Caserta o Roma Tiburtina o con i bus 460 verso Via Puglie e poi con cambio 469A verso Acerra, 8 8069 verso Baiano.

Casalnuovo è caratterizzato, quindi, da siti museali, architettonici e luoghi di culto, accompagnato anche a numerosi luoghi per lo svago e l’intrattenimento diurno e serale.

In questo articolo abbiamo scoperto assieme cosa vedere a Casalnuovo di Napoli e nelle sue immediate vicinanze. Non vi resta che preparare la valigia e partire subito per questo luogo ricco di storia e tradizioni.

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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