Cosa vedere ad Aosta e dintorni

Aosta è un comune italiano, capoluogo della regione Valle d’Aosta, e conta 33 291 abitanti. In questo articolo scopriremo assieme cosa vedere ad Aosta e nelle sue immediate vicinanze.

Fondata nel 25 a.C. dai romani alla confluenza fra la Dora Baltea e il Buthier, il suo primo nome fu  Augusta Praetoria Salassorum.

Un’alta cinta muraria proteggeva la cittadella, permettendo l’accesso, su modello tipico romano, da quattro porte che collegavano le due vie principali, il Cardo e il Decumano.

In epoca medievale vennero utilizzati blocchi di edifici romani per la costruzione di nuovi edifici. Nonostante questo, ancora oggi è possibile ammirare i resti romani fra le vie della città, tanto che è stata soprannominata la Roma delle Alpi.

Situata a un’altitudine di 583 metri, Aosta è caratterizzata da un centro storico racchiuso tra le alte mura romane ancora esistenti.

Aosta, con la sua ricchezza inaspettata di edifici e monumenti di epoca romana e medievale, è una meta ideale per chi è appassionato di arte, ma non vuole rinunciare alla bellezza della natura.

In questo articolo scopriremo quali bellezze è possibile visitare ad Aosta e dintorni.

Indice dei contenuti

Arco di Augusto

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di Aosta parlando dell’Arco di Augusto.

Come vi avevamo anticipato, questa città, proprio come una piccola Roma alpina, è ricca di resti di epoca romana

L’arco di Augusto venne costruito nel 25 a.C. per festeggiare la vittoria di Roma sulle popolazioni che vivano precedentemente nella zona dove sorse Aosta, i Salassi. L’autore del monumento è Aulo Terenzio Varrone Murena.

L’arco è dotato di una sola fornice con volta a botte e di dieci semicolonne di ordine corinzio che sorreggono una trabeazione in stile dorico.

In epoca Medievale vennero aggiunti un crocifisso, quale offerta volitiva per proteggere la città contro le esondazioni del Buthier, e un’immagine di Cristo che fecero attribuire all’opera il nome di Saint-Vout.

Sormontato inizialmente da un attico, funse, nel 1318, da fortificazione per i balestrieri. Successivamente questo elemento venne eliminato per essere sostituito da un semplice tetto realizzato in ardesia.

Sotto l’arco passava un tempo la via che collegava Aosta con Ivrea, allora detta Eporedia.

Porta Praetoria

Ancora visibile è anche la Porta Pretoria, grande struttura realizzata con blocchi di ardesia prelevati dalla Dora Baltea, la quale fungeva da ingresso est della città romana.

Costruita anch’essa nel 25 a.C., è costituita da un arco centrale maggiore, per il passaggio dei carri, e da due archi più piccoli ai lati, per le persone che si spostavano a piedi. Al di sopra è ancora visibile lo spazio su cui camminavano le sentinelle a guardia della città.

Ai lati è ancora possibile vedere le torri difensive, le quali hanno però subito numerosi interventi nel corso dei secoli.

Nel I secolo d.C vennero aggiunte alla porta delle lastre di marmo di Carrara.

Nel XII secolo, al di sotto dell’arco centrale venne costruito un forno per il pane, oggi non più visibile. Oltre alle testimonianze scritte, è possibile notare i segni scuri lasciati dal fumo.

Gli scavi archeologici avviati nel 2012 hanno permesso di scoprire l’originale pavimentazione della via, situata 2,5 metri sotto il suolo.

Teatro Romano e anfiteatro

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dell’Aosta di epoca romana ammirando il Teatro Romano.

Situato all’ingresso del centro storico, venne costruito nei decenni successivi alla fondazione della città, probabilmente sotto l’imperatore Claudio.

Struttura dalle dimensioni monumentali, si sviluppava su una pianta rettangolare e poteva ospitare nella cavea fino a 4000 persone.

La parte restate della facciata è alta 22 metri e presenta degli archi per l’ingresso degli spettatori nella parte bassa e diverse finestre nelle parti alte. Secondo gli studiosi, è ipotizzabile che l’edificio possedesse anche una copertura.

Visibili anche lo spazio destinato al coro e il proscenio con colonne corinzie e varie statue.

A poca distanza dal Teatro Romano è possibile ammirare anche i resti dell’Anfiteatro, il quale è stato inglobato nel monastero di Santa Caterina.

Di forma ellittica, risulta scavato nel suolo. La cavea, in grado di accogliere fino a 15000 persone, praticamente tutta la popolazione dell’allora Augusta Praetoria, risulta addossata al terreno nella sua parte inferiore. La superiore era invece sorretta da arcate intervallate da semicolonne.

Criptoportico Forense

Procedendo nel nostro giro in scoperta di Aosta, troviamo il Criptoportico Forense. Anch’esso

risalente all’epoca romana, è una sorta di corridoio sotterraneo che circondava l’area sacra del foro romano, la cui funzione non è però ad oggi ben chiara.

Nell’area suddetta si trovavano due templi, dedicati l’uno alla triade Giunone, Minerva e Giove, l’altro all’imperatore Augusto.

Nel III secolo questo spazio venne adibito a deposito militare.

Lo spazio è caratterizzato da doppia navata divisa da robusti pilastri e archi che sostengono le volte a botte.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Usciti dal Criptoportico Forense possiamo ammirare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sede della diocesi della Valle d’Aosta.

Nello stesso luogo in cui è sorta questa chiesa, esisteva, a partire dal IV secolo, un altro edificio sacro, la domus ecclesiae.

L’attuale edificio venne realizzato nell’XI secolo, su desiderio di Anselmo I, con interno diviso in tre navate e tetto in legno a capriate. Ai lati della chiesa sorgevano le torri campanarie, mentre l’ingresso era posto sul lato meridionale.

La facciata e l’intero edificio hanno subito vari rifacimenti nel corso del tempo, fino ad assumere l’aspetto odierno, caratterizzato da una facciata in stile rinascimentale realizzata tra il 1522 e il 1526, ricca di affreschi e statue.

L’interno della cattedrale è caratterizzato da vetrate colorate che donano un notevole fascino alla chiesa, nonché da due mosaici pavimentali del XII e XIII secolo, situati nella zona del coro. Nel sottotetto si trovano alcuni affreschi ottoniani, scoperti nel 1979, mentre nel deambulatorio è stato creato un Museo del Tesoro dove sono conservati le reliquie di San Grato, codici miniati e frammenti di vetrate.

Collegiata di Sant’Orso

Costruita verso l’anno Mille nel luogo dove probabilmente sorgeva la necropoli romana, sorge nel borgo di Sant’Orso.

Divisa in tre navate, mostra una struttura sobria in stile romanico, la quale venne arricchita nel Quattrocento, su volere del Priore Giorgio di Challant, da elementi in stile tardo gotico.

Tra questi vi sono gli alti pinnacoli che slanciano la struttura e la ghimbella.

Anche l’interno della collegiata è stata oggetto di modifiche volute dal priore di Challant. Vediamo ad esempio le volte a crociera realizzate in muratura e le ampie vetrate.

Molto interessante il mosaico del XII secolo che orna il coro.

Di fianco alla Collegiata di Sant’Orso è visibile il chiosco costruito nel XII secolo. Molto interessanti sono in particolare le colonne istoriate con scene del vecchio e nuovo testamento, alternate a quelle che narrano la vita del Santo a cui è dedicata la Collegiata.

Basilica di San Lorenzo di epoca paleocristiana

Rimanendo nel borgo di Sant’Orso, proprio di fianco alla Collegiata, possiamo ammirare anche la basilica di San Lorenzo.

Si tratta di una chiesa paleocristiana ormai sconsacrata nella quale vengono organizzati mostre ed eventi. Al di sotto di essa vi sono i resti di una basilica più antica, la Concilium Sanctorum, realizzata su pianta cruciforme, dove si trovano le tombe dei primi 3 vescovi della regione: il patrono della Diocesi San Grato, Agnello e Gallo.

Museo Archeologico

Costruito nel luogo in cui sorgeva la Porta Principalis Sinistra, l’ex-caserma Challant ospita oggi il Museo Archeologico. Qui è possibile vedere reperti di varie epoche passate, dal periodo preistorico fino a quello dell’alto medioevo.

Nel sottosuolo del Museo è stato allestito un breve percorso che permette di osservare i luoghi in cui sorgevano la Porta Principalis Sinistra e parte delle mura della città.

Nel museo sono esposti anche modelli che riproducono ambienti di epoca romana.

Area Megalitica di Saint Martin de Corléans

Uscendo dal centro storico si arriva all’area megalitica di Saint Martin de Corléans. Area preistorica, mette in mostra un percorso in cui è possibile visionare reperti dell’epoca Neolitica.

Chi ama le epoche passate e la preistoria, non potrà non visitare questa parte di Aosta.

Scendendo per sei metri sotto il livello del suolo, si giunge a un’area anticamente adibita a spazio di culto. Qui venivano eseguiti dei rituali.

La zona fu in un secondo momento trasformata in area funebre.

Ponte acquedotto Grand Arvou

Spostiamoci a Poussan per vedere il Ponte dell’acquedotto Grand Arvou. Si tratta di un’opera di origine medievale la quale mostra l’avanzata tecnologia che già in quell’epoca gli ingegneri sapevano applicare.

Risalente al Trecento, l’acquedotto fu costruito al di sopra del torrente Parleaz. Grazie a questa struttura era possibile portare acqua e irrigare Saint-Christohpe sfruttando il canale irriguo Ru du Prevot.

Nella parte superiore vi era l’attraversamento pedonale, realizzato con lastre di pietra, che consentiva di superare il torrente. In basso c’era invece il canale usato per l’irrigazione, ancora oggi percorso dall’acqua.

Il borgo di Chamois

Uscendo da Aosta e spostandoci nella valle del Cervino, possiamo ammirare il borgo di Chamois.

Tra i più affascinanti della Valle d’Aosta, è anche il più alto, in quanto è situato a 1815 metri di altezza sopra il livello del mare.

Una brutta notizia per chi non abbandona mai l’automobile: Chamois non è raggiungibile in macchina. Per arrivare al borgo è necessario prendere la funivia  a Buisson. I più sportivi possono invece godere di una bella camminata all’aria aperta percorrendo i sentieri montani che conducono fino al paese.

Esistono naturalmente percorsi per ogni esigenza: i meno atletici possono seguire il Percorso Energia partendo da La Magdeleine, mentre i più allenati e spericolati possono provare a percorrere la vecchia mulattiera che sale fino al borgo con ben 93 curve!

Chamois è definito, non a caso la Perla delle Alpi. Perfetto in ogni dettaglio, questo piccolo paese, caratterizzato da vie strette e casette in pietra e legno, sembra ancora uno dei vecchi borghi di un tempo.

Chi cerca un po’ di tranquillità e un ritorno alla lentezza, non può non visitare questo meraviglioso paesino poco distante da Aosta.

Il Forte di Bard

Spostandoci ancora di più da Aosta e dirigendoci verso Torino, incontriamo il primo fra i tanti meravigliosi forti che si trovano nella regione: il Forte di Bard.

La sua immensa mole non passa inosservata e riesce a dominare tutto il paesaggio circostante.

Modificato e ingrandito nel corso del tempo, presenta oggi una solida struttura su tre piani, voluta nel 1830 da Carlo Alberto, il quale desiderava un edificio in grado di proteggere il territorio dagli attacchi dei francesi.

All’interno del Forte vi sono oggi alcuni interessanti Musei, oltre a varie mostre temporanee di fotografia.

Tra i musei stabili, è possibile visitare il museo delle Alpi e quello delle frontiere, entrambi in grado di rispondere a tante curiosità sulla storia dei luoghi.

Chi sogna di trascorrere almeno una notte all’interno di un forte come quello di Bard non resterà deluso all’interno dell’edificio c’è infatti un ottimo hotel, naturalmente di lusso, che permettono di dormire tra le mura della storia.

Conclusioni

Per raggiungere Aosta è possibile percorrere l’autostrada A5, se si arriva da Torino, oppure la A4 da Milano, imboccando poi il raccordo per Santhià che porta ad Aosta.

Chi desidera raggiungere la città in treno, potrà partire dalle stazioni di Torino Porta Nuova o Torino Porta Susa.

Esistono anche numerosi pullman di linea che portano ad Aosta, in partenza da Torino e Milano.

Anche chi arriva in aereo potrà scendere all’aeroporto di Torino Caselle e raggiungere Aosta in treno, autobus o con un’automobile a noleggio.

Aosta è una meravigliosa piccola città della Valle d’Aosta, capoluogo della medesima, in cui passato e presente si fondono in modo inconfondibile.

Meta di viaggio ideale per tutti gli appassionati di epoche antiche, questa sorprendente piccola “Roma delle Alpi” permette di scoprire tanti monumenti di epoca romana, ma anche medievale.

Non mancano poi le occasioni per immergersi nella natura delle montagne, raggiungendo a piedi i paesini vicini, come il bellissimo Chamois.

Chi vuole vivere ancora più a fondo il passato, potrà visitare l’area megalitica o soggiornare per una notte tra le sicure mura del forte di Bard.

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.