Cosa vedere ad Alliste

Il Salento ha davvero molto da offrire al visitatore che intende soggiornare in queste zone. Non solo spiagge dall’acqua cristallina, ma anche storia, natura incontaminata e bellezze architettoniche. Nel viaggio di oggi scopriremo cosa vedere ad Alliste, piccolo comune del leccese.

Alliste è una graziosa località marina in provincia di Lecce, che si trova sulla litoranea jonica di Puglia, tra Ugento, la cittadina costiera di Gallipoli e la bella Santa Maria di Leuca. Piccolo comune, con circa 7 mila anime, situato nel basso Salento, comprende anche la frazione di Felline e le zone costiere di Capilungo e di Postorosso.

La costa è caratterizzata da una bassa scogliera facilmente praticabile e da un mare pulito e trasparente; ci sono molte insenature con l’acqua che raggiunge al massimo il metro di altezza. Per quanto riguarda il clima, riscontriamo temperature miti in inverno, e calde afose in estate, dunque prettamente Mediterraneo. 

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Alliste: origini e storia

Ad Alliste, il mare è la fonte di sviluppo legata al turismo, che come attività si affianca all’economia tradizionale prettamente agricola, che dal secondo dopoguerra ha subito un intenso processo evolutivo, con l’introduzione di colture specializzate (soprattutto in campo orticolo e floricolo), il consolidamento di altre (olivo e patate) e il diradamento di vite, cereali, fichi e legumi.

L’ammodernamento dei sistemi produttivi (meccanizzazione, irrigazione, serre) e la costruzione di impianti di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli hanno spinto sempre più l’agricoltura locale nel mercato nazionale e internazionale.

Le origini di Alliste sono incerte, come tutti i comuni in questa zona della Puglia. La presenza umana nel territorio allistino risale all’Era Paleolitica, infatti nelle Grotticelle del Ninfeo ci sono tracce di passaggi, con un centinaio di manufatti litici, come lame, punte bulini e raschiatoi. La località “Ninfeo” venne abitata anche nel Mesolitico (strumenti denticolati) e nel Neolitico (frammenti di ceramiche).

Al II secolo a.C. risale il megalite monolitico “Menhir di Terenzano” e le Specchie di “Sciuppano” e “dell’Alto”. Dalla demolizione della “Specchia dell’Alto” emersero frammenti ceramici databili dall’età del bronzo all’epoca romana e legati probabilmente al culto di qualche divinità della natura. 

Nella zona, intorno all’anno 1000 venne costruita dai monaci una piccola chiesa rupestre, a testimonianza della continuità del culto, poi divenuta l’abbazia minore della “Madonna dell’Alto”. Il territorio passò nel sotto la dominazione romana: tesi convalidata dai ritrovamenti di ceramica domestica e monete disseminati nei campi: la zona, forse paludosa era incolta e destinata al pascolo e alla caccia.

Nella frazione di Felline venne costruita una fornace per la produzione della ceramica intorno alla quale si sviluppò un piccolo nucleo abitato. Alliste avrebbe avuto origine per opera di profughi fuggiti da Felline durante un’incursione saracena, i quali la chiamarono in tal modo in ricordo delle ali con cui un angelo li avrebbe protetti durante la fuga.

Nel 1275 il casale di Alliste fu confermato dal re Carlo I d’Angiò al barone Guglielmo Pisanello che l’aveva ereditato, insieme ai feudi di Racale e Felline, dal padre. La creazione del casale avvenne in conseguenza delle opere di bonifica e colonizzazione delle terre incolte sotto il dominio normanno: i baroni Bonsecolo si avvalsero probabilmente della collaborazione dei monaci dell’abbazia della Madonna dell’Alto e di coloni greci già presenti nel Salento. Fin oltre la fine del Medioevo, Alliste fu abitata da una discreta comunità greca. 

I primi monumenti cristiani

La prima chiesa ad Alliste era dedicata a San Sergio e nel suo altare, infatti, si conservava ancora nel 1618 un’iscrizione greca. Dai Pisanello il feudo passò ai de Senis, ai Tolomei, ai Guevara, poi ai Pignatelli, ai d’Amore, agli Oliva di Calabria e infine agli Scategna sino al 1806, data di abolizione della feudalità.

La crescita della popolazione espanse il nucleo abitato anche all’esterno delle mura, soprattutto sulla via che collegava Alliste con la “via Publica”, tra il porto di Ugento e quello di Gallipoli. In seguito, il centro cittadino si spostò in corrispondenza dell’attuale piazza del Municipio. Alcuni di questi edifici extraurbani furono atti alla difesa, come feritoie e caditoie; le case erano del tipo “a corte”. Tra il XVII e il XVIII secolo alle case si aggiunsero una serie di palazzi signorili.

Centro storico e cosa visitare

Il centro di Alliste è rappresentato da diverse architetture civili “a corte” signorili. Il castello baronale di Felline costruito nel XIII secolo dai Bonsecolo è di certo un edificio da visitare. Struttura quadrangolare con due ordini di torri: uno a torri quadrangolari, e l’altro a torri circolari.

Per quanto riguarda gli edifici religiosi, riveste importanza la Chiesa della Madonna dell’Alto, situata sulla collina che sovrasta il paese, eretta tra l’VIII e il IX secolo; la leggenda narra di un marinaio che per scampare al naufragio, avesse invocato la Madonna la quale gli apparve con un’ancora in mano con la quale salvò l’uomo.

Questi, grato per lo scampato pericolo, promise la costruzione di tre cappelle: la chiesa dell’Alto di Felline, la chiesa della Campana di Casarano e la chiesa del Casale di Ugento. Poi, troviamo la Chiesa di San Quintino, sorta fuori del paese nel 1455 e ristrutturata nel 1863; la Chiesa di San Giuseppe all’interno della mura della “Terra”, menzionata per la prima volta nel 1452; la Chiesa della Beata Maria Vergine Immacolata, eretta nel 1712.

Curiosità

Tra le note curiose di Alliste vi è il dialetto parlato, salentino nella sua variante centrale, che corrisponde al leccese. Il dialetto salentino, legato alle lingue romanze del meridione estremo, è carico di influenze riconducibili ai popoli delle diverse dominazioni che si alternarono in questi territori nei secoli.

Altra nota curiosa, storica, sono le Giornate Rosse Allistine che si inseriscono nel contesto delle lotte contadine ad Alliste per la firma dei patti agrari alla fine della prima grande guerra. Tra il 1919 e il 1921 tutto il Salento fu sconvolto da un’ondata di scioperi, occupazioni di terre e altre forme di lotta che la massiccia presenza socialista nelle organizzazioni dei contadini cercava di indirizzare verso obiettivi politici, non solo economici, per dare unità d’azione alle loro lotte.

In un clima da rivoluzione russa, vanno inserite le vicende allistine dei primi giorni di aprile del 1921, alle quali si è dato il nome di Giornate Rosse non tanto per uno scontato riferimento al biennio rosso quanto per la consapevolezza dei contadini di aver dato vita ad un’azione rivoluzionaria. 

I dintorni di Alliste

Alliste si trova a poco più di 50 chilometri da Lecce, capoluogo di provincia, conosciuta per la ricchezza e l’esuberanza del barocco tipicamente seicentesco delle chiese e dei palazzi, realizzati con la pietra del luogo, a base di calcare ideale per la lavorazione allo scalpello.

È, inoltre, raggiunta da diverse strade provinciali e statali, che la collegano alle città limitrofe, quali Galatina, Santa Maria di Leuca, Ugento, e Gallipoli, una delle città più apprezzate d’Italia.

Conclusioni

Raggiungere Alliste partendo dal capoluogo di provincia, Lecce, è molto semplice. In autovettura basta percorrere la SS101 per circa 57km. Il tempo di percorrenza è di circa 45 minuti. Alliste, grazie alla sua posizione strategica, può rivelarsi anche un’ottima opzione per soggiornare senza spendere troppo durante i periodi estivi.

Il nostro viaggio ad Alliste termina qui. Abbiamo scoperto nel dettaglio cosa vedere ad Alliste e nei suoi immediati dintorni. Un paese abitato da circa 7000 anime, ma che ha molto da offrire anche grazie alla sua vicinanza con le candida spiagge salentine. Non vi resta che preparare la valigia e partire per questo ennesimo viaggio alla scoperta di luoghi unici.

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Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.

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