Cosa vedere ad Alessandria

Alessandria è un comune italiano, situato in Piemonte, capoluogo dell’omonima provincia. Ospita 91.932 abitanti.

Il comune si situa nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, e per questo rappresenta un grande nodo di interscambio. E’ il comune più esteso di tutta la Regione. In questa guida di oggi scopriremo insieme cosa vedere ad Alessandria e nelle sue immediate vicinanze. 

La città prende il nome da Papa Alessandro III, al quale venne offerta nel 1170 diventando ufficialmente un suo feudo, ed esplicitando così la sua appartenenza allo Stato della Chiesa. 

Nei secoli il controllo del territorio passò tra diverse mani, ma nell’età moderna il contado di Alessandria rimase nelle terre milanesi e ne seguì le sorti.

Successivamente Alessandria fu luogo di guerre e scontri, fino alla Seconda Guerra Mondiale durante la quale la città fu colpita da numerosi bombardamenti aerei. Nel dopoguerra la città seguì le sorti dell’Italia settentrionale fino a diventare i luogo che oggi è possibile visitare. 

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Palatium Vetus

Il Palatium Vetus è uno degli edifici più antichi di Alessandria, situato nella centrale Piazza della Libertà. 

Il Palazzo venne fondato attorno al 1170 e nei secoli XIII e XIV ebbe funzione di broletto di architettura tipicamente lombarda, ovvero area recintata nella quale si svolgevano le assemblee cittadine, l’amministrazione della giustizia e, più in generale, rappresentava il centro della vita politica, amministrativa e giudiziaria del comune di Alessandria. 

Nel 1856 il Palazzo venne ceduto allo Stato che lo utilizzò come sede del corpo di guardia del Comando di Divisione. Fino al 1995 l’architettura ha ospitato il Presidio e il Distretto Militare e dl 2012 è divenuto sede della Fondazione cassa di risparmio di Alessandria. 

Nei secoli, il complesso architettonico che oggi è possibile ammirare, ha avuto dunque diverse destinazioni d’uso e ha subito numerose aggiunte e modifiche strutturali. 

Palazzo del Municipio 

Un edificio che vale la pena visitare è il Palazzo del Municipio, chiamato anche Palazzo Rosso per il colore della sua facciata, situato in Piazza della Libertà 1. 

Il palazzo è stato costruito nel XVIII secolo e negli anni è stato soggetto a diversi interventi di ricostruzione, soprattutto dopo i bombardamenti che nel 1944 hanno richiesto un successivo restauro della struttura. 

L’edificio è dotato di un meraviglioso orologio a tre quadranti, e al suo interno ha ospitato per diverso tempo il teatro comunale. Questo teatro però non esiste più dal 1944 proprio a causa dei bombardamenti subiti. 

Arco di Trionfo

Anche l’Arco di Trionfo merita sicuramente l’attenzione dei visitatori della città. Questo arco trionfale settecentesco è situato al termine di via Dante, nel centro storico del comune di Alessandria.

L’arco è costituito di mattoni rossi e presenta una fornice. La struttura è composta da due ordini, il primo vede un arco a tutto sesto incorniciato da lesene, ovvero fusti a pianta rettangolare, e sormontato da un architrave aggettante sorretto da pilastri. Il secondo ordine è invece formato da un frontone spezzato sulla sommità, e una lastra incisa con un timpano ad arco ribassato. 

Quest’arco è stato costruito nel 1768 dall’architetto italiano Giuseppe Caselli in ricordo della visita del Re di Sardegna Vittorio Amedeo III e della sua consorte. 

Ponte Cittadella 

Il Ponte Cittadella è uno dei ponti più importanti di Alessandria. Esso unisce le due sponde del fiume Tanaro e nel tempo ha avuto un’importanza fondamentale per la sua funzione strategica di collegamento tra la città e le vie di comunicazione con i territori circostanti, ovvero Monferrato, Casale e Asti. 

Il ponte nel corso dei secoli è stato demolito e ricostruito almeno quattro volte; l’ultima ricostruzione è terminata nel 2016. 

Inizialmente esisteva solo un ponte in legno che collegava il Borgo Rovereto e il Borgo di Bergoglio con tanto di pedaggio a favore di Federico I detto Barbarossa. Successivamente il Duca di Milano Francesco Sforza concede la costruzione di un ponte in pietra sul Tanaro. 

La costruzione fu caratterizzata da diverse difficoltà e alcuni incidenti a causa delle inondazioni del periodo. E nei secoli successivi fu dotato di copertura e modificato e ristrutturato varie volte fino ad una sua totale demolizione avvenuta nel 1848

Nel 1891 venne inaugurato il nuovo ponte sul Tanaro detto Cittadella, realizzato in mattoni pieni e pietra. Il ponte era progettato per aumentare ancora di più l’efficienza difensiva della Cittadella militare. Anche in questo caso, nel corso del tempo, il ponte subì danni e rifacimenti fino alla demolizione avvenuta nel 2009 a causa di problemi relativi alla sicurezza della sua staticità. 

Successivamente venne costruito il quarto e ultimo ponte dall’architetto Meier, inaugurato nel 2016 e che oggi è possibile ammirare. 

Duomo di Alessandria 

Il Duomo di Alessandria, spesso chiamato anche Cattedrale dei Santi Pietro e Marco, è il luogo religioso cattolico più importanti della città, nonché chiesa madre della diocesi omonima. 

Le prime notizio di questa cattedrale risalgono al XII secolo quando fu appunto edificata una cattedrale a nome di San Pietro apostolo. La chiesa tuttavia era troppo piccola e dunque, ben presto, vennero fatti lavori di ristrutturazione e ingrandimento. L’antica cattedrale rimase in piedi fino agli inizi dell’Ottocento quando fu demolita per ordine di Napoleone. 

Successivamente il generale francese concesse l’utilizzo della chiesa di San Marco come nuova cattedrale. I lavori di restauro della stessa chiesa furono laboriosi e durarono alcuni anni. Al termine, tuttavia, la chiesa si presentò come una splendida architettura neoclassica con la quasi totale scomparsa degli elementi godici della chiesa precedente.

La cattedrale fu poi consacrata e ristrutturata numerose volte nel corso degli anni.

Oggi, si presenta con una facciata in stile neoclassico abbellita da quattro affreschi, del pittore e scenografo italiano Luigi Vacca, che rappresentano scene di vita dell’apostolo Pietro. Sulla sommità della facciata si ergono poi cinque statue rappresentanti Gesù e i quattro evangelisti. 

Accanto alla facciata si erge il grande campanile, simbolo della città di Alessandria, che presenta quattro rosoni con un campanone e tre campane. Al lato sinistro invece si trova la statua romanica di Gagliaudo che regge una formaggetta lodigiana. 

All’interno la chiesa si divide in tre navate con un ampio presbiterio. Sul fondo spiccano cinque vetrate istoriate, e nei matronei l’organo a canne a trasmissione elettrica. Il coro in stile barocco presenta scene della vita di San Pietro a opera del pittore Sereno

Vi è poi la cupola di pianta ottagonale, di grande rilevanza storica, con 24 nicchie che al loro interno presentano altrettante statue dei santi protettori delle 24 città che componevano al Lega Lombarda. 

Sui lati della chiesa vi sono 10 cappelle laterali: la prima a sinistra è il battistero e sia in essa che nelle cappelle a seguire sono presenti decorazioni, altari in marmo, statue e tele di antichi artisti. 

Infine, la chiesa presenta ulteriori opere cinquecentesche e interessanti lapidi e oggetti preziosi. 

Sinagoga di Alessandria

Un altro importante edificio religioso della città di Alessandria è sicuramente la sinagoga, uno splendido esempio di sinagoga ottocentesca situata nel centro storico del Comune, più precisamente nell’area del vecchio ghetto

La sinagoga fu costruita nel 1871 grazie al progetto dell’architetto e politico italiano Giovanni Roveda.

L’edificio è caratterizzato da una facciata in stile neogotico con tre ordini di finestre con lesene e sagomature bianche, oltre a una lapide in ricordo delle vittime dell’Olocausto

All’interno, al piano terra, è possibile accedere al piccolo tempio invernale generalmente utilizzato durante le funzioni e tramite una scala è poi possibile salire al prima piano nella grande sala molto illuminata grazie alla luce proveniente da grandi finestre a vetri policromi. 

Cittadella Militare 

La cosiddetta Cittadella Militare, conosciuta da molti anche come Cittadella di Alessandria, sorge sulla sponda di sinistra del fiume Tanaro. Si tratta di una grande costruzione militare progettata da Ignazio Bertola, considerata tra le principali al mondo per importanza. 

Questa struttura rappresenta uno dei più grandi monumenti europei meglio conservati nell’ambito della fortificazione permanente del XVIII secolo. È l’unica fortezza costruita dai Savoia in zona pianeggiante e l’unica fortezza d’Europa ancora nel territorio originario. 

Questa fortezza venne concepita inizialmente come sbarramento dei transiti militari della “Strada di Fiandra” e, ad oggi, presenta un bellissimo esempio di fortificazione alla moderna con sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da cortine rettilinee e percorsi da gallerie e casematte.

Nel 2007, il Ministero della Difesa ha dismesso la Cittadella che è poi diventata proprietà dell’Agenzia del demanio. Mentre nel 2016 è stata formalizzata ufficialmente la consegna di questo complesso monumentale dall’Agenzia del demanio alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Novara, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola, divenendo un organo periferico del Ministero dei beni culturali. 

Chiesa di Santa Maria di Castello

La Chiesa di Santa Maria di Castello è la chiesa più antica della città, risalente al XV secolo e situata nell’antico borgo di Rovereto nell’omonima piazza.

Nella sua architettura presenta una commistione di stili differenti: la struttura ha uno stile prettamente tardoromanico e gotico, il portale presenta uno stile rinascimentale, e le opere custodite all’interno della chiesa appartengono invece ad epoche successive.

All’inizio dell’Ottocento, durante l’occupazione francese, questo luogo di culto venne trasformato in un magazzino militare per poi tornare successivamente ad essere un luogo puramente religioso.

L’interno è diviso in tre navate con copertura di volte a crociera, e nei suoi spazi è possibile ammirare la statua cinquecentesca perfettamente conservata della Deposizione, realizzata in terracotta policroma. Inoltre è presente un coro seicentesco in legno e una lapide di Federico Dal Pozzo risalente al Trecento.

Di grande interesse è anche il convento adiacente alla chiesa, affidato prima ai padri somaschi e poi alle Suore di Carità. Durante il periodo di Risorgimento fu un luogo davvero importante poiché utilizzato come caserma e reparto ospedaliero per i malati delle epidemie che dovevano rimanere in isolamento. 

A seguire, il convento ebbe ulteriori importanti funzioni: fu destinato ad accogliere magazzini, prigioni e corpi di guardia. Durante la prima guerra mondiale fu utilizzato come deposito di generi di monopolio, mentre alla fine della grande guerra diventò sede dell’Istituto Nazionale Orfani di Guerra e ospitò una scuola affidata alle Suore Salesiane. 

Per gli amanti dei misteri, è doveroso sottolineare che, nei sotterranei della chiesa da poco riaperti al pubblico, si possono anche osservare i resti di due precedenti chiese. 

Platano di Napoleone

Se ci rivolgiamo invece alle attrazioni di tipo naturalistico offerte dal comune di Alessandria, nei pressi della ex statale n° 10, che collega Alessandria alla località di Spinetta Marengo, è possibile osservare il Platano di Napoleone

Questo platano è uno degli alberi monumentali più grandi di tutto il nostro Paese: raggiunge un’altezza di circa 48 metri e la circonferenza della base del tronco è di ben 8 metri.

La leggenda che circonda quest’albero racconta che sia stato piantato nel 1800 a seguito della vittoria delle truppe francesi di Napoleone sugli austriaci nella battaglia di Marengo. 

Museo etnografico della Gambarina

Il Museo etnografico della Gambarina “C’era una volta” è uno dei più importanti musei dell’intera provincia di Alessandria. 

Il museo è collocato all’interno di una caserma settecentesca detta “Gambarina Vecchia” di proprietà del Comune, e l’area espositiva creata appositamente al suo interno si sviluppa su due piani. 

Al piano terra è stato ricavato un percorso composto da ambientazioni che riproducono la vita dei contadini dell’Ottocento e del Novecento; al piano superiore è invece possibile ammirare l’allestimento di un’aula scolastica degli anni Trenta e quello di una biblioteca contenente libri ottocenteschi. 

Conclusioni 

È possibile raggiungere Alessandria utilizzando l’auto, attraverso le autostrade A21 e A26 con i relativi caselli. 

Al suo interno è presente anche una grande stazione ferroviaria centrale servita da treni regionali e treni a lunga percorrenza di Trenitalia. Vi sono però anche altre piccole stazioni che servono le frazioni limitrofe. 

Doveroso sottolineare anche la presenza dell’aeroporto intitolato a Massimo Bovone situato a nord della città. 

Grazie a questo articolo ora sai cosa vedere ad Alessandria e nei suoi dintorni; un luogo ricco di luoghi d’interesse, in cui è possibile osservare edifici antichi sia di culto che non, e opere risalenti a vari periodi dell’arte e della storia. Una località che ha dunque molto da offrire a chiunque voglia recarsi in visita. 

Informazioni sull'autore

Jack Pastrano è nato a Napoli. Travel Blogger professionista, appassionato di viaggi, cultura e territorio. Da anni si impegna per valorizzare le bellezze del territorio italiano descrivendole con cura, passione e dedizione e mettendo il suo sapere al servizio degli utenti. Ama correre, fare trekking, ascoltare musica metal e - specie nei momenti di stress - sorseggiare del buon vino.